Signs and spots

Agostino Rampino, Signs and Spots, 2013

Fotografia informale

La parola fotografia deriva dall’unione di due parole greche luce (phôs) e grafia (graphis) che unite significano “scrivere/disegnare con la luce".

Il progetto nasce nel 2013 con la serie “Signs and Spots”. Si basa sullo studio del segno grafico, dall’incisione calcografica alla serigrafia, dalla pittura allo schizzo a carboncino, e degli eventuali metodi e mezzi per la riproduzione digitale di tali segni e tecniche. L’obiettivo di tale progetto è dunque quello di rimediare vecchie e nuove tecniche seguendo la teoria sociologica di Bolter e Grusin. I due autori parlano di “doppia logica della rimediazione”, proponendo da un lato la logica dell’immediatezza e dall’altro quella dell’ipermediazione. Con immediatezza gli autori intendono quelle pratiche mediali accomunate dalla “convinzione che esista un punto di contatto tra il medium e ciò che viene rappresentato”. Nella prospettiva di Leon Battista Alberti la logica dell’immediatezza si esprime tramite “la finestra” definita dalla cornice, attraverso la quale si può guardare la realtà, quale essa è; l’unica condizione posta è che non si guardi la cornice e che l’operazione artistica sia fedele imitatrice della natura. “Se la logica dell’immediatezza porta a cancellare o a rendere automatico l’atto di rappresentazione, la logica dell’ipermediazione riconosce l’esistenza di atti di rappresentazione multipli e li rende visibili” (Bolter e Grusin). L’ipermediazione ci spinge a guardare la cornice e l’atto di mediazione, non pretendendo di soddisfare il nostro desiderio di immediatezza, ma cercando di “riprodurre la ricchezza sensoriale dell’esperienza umana” . Immediatezza significa trasparenza e autenticità dell’esperienza (della realtà reale), ipermediazione invece significa opacità e autenticità dell’esperienza (della realtà mediale).
Con i media digitali, le due logiche agiscono e reagiscono contemporaneamente.
Bolter e Grusin propongono una dinamica complessa al punto da contenere al proprio interno la rimediazione dei vecchi media da parte dei nuovi, e viceversa. 

L’artista basandosi su tale teoria, conduce il suo esperimento attraverso l’utilizzo della fotocamera digitale, giungendo al suo obiettivo.

Difatti nella nuova serie “Light-Graph”, come in questa, i segni creano un’illusione, una confusione tra ciò che rappresentano e ciò che sono realmente. Sembra di osservare dei dipinti, delle pennellate di colore su tela, delle incisioni, tutto tranne che fotografie digitali.

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Signs and Spots | http://agostinorampino.wixsite.com/portfolio/signsandspots
Light-Graph | http://agostinorampino.wixsite.com/portfolio/light-graph