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L’artista è mobile 24/08/2010

Cosa hanno in comune una ex fabbrica di birra della Berlino Est e un ex orfanotrofio della DDR? Un pezzo di storia, direte voi. Esatto: il presente.
Cosa hanno in comune una ex fabbrica di birra della Berlino Est e un ex orfanotrofio della DDR? Un pezzo di storia, direte voi. Esatto: il presente.

Lungo Landsberger Allee e in Talstrasse, alcuni artisti italiani hanno trovato il proprio Heimat e, fuori dai soliti schemi dell’arte contemporanea, hanno deciso di alzar bandiera. Stiamo parlando di 91mQ (www.91mq.org) e AC Galerie (www.ac-galerie.net).

Il primo è nato nel 2008 da un’idea di Elena Bellantoni e Marco Giani che dall’Italia hanno spostato baracca e burattini a Berlino, dove hanno aperto un project space dedicato alla sperimentazione, al confronto e all’incontro. Uno spazio off rispetto al sistema delle gallerie e delle fiere d’arte che pone l’artista al centro del dibattito artistico, e non si rivolge solo agli addetti ai lavori ma anche a un pubblico più eterogeneo. Una base con uno sguardo internazionale e un cuore italiano, basti pensare alla collaborazione con Neoncampobase di Bologna e al lungo elenco di artisti made in Italy che collaborano al progetto.

L’altro, AC Galerie, è  lo spazio aperto da Alice Cannavà nel 2009 in un ex orfanotrofio che ancora conserva una totale aura DDR: un cubo di cemento all’incrocio tra i distretti di Prenzlauerberg, Pankow e Weißensee. Studio e spazio espositivo allo stesso tempo, con una ricerca che attraversa arte contemporanea, scienza e parascienza, in un programma di mostre ed eventi. Se volete far parte dei suoi iniziati dovete in primis dare un’occhiata a Occulto Magazine (www.occultomagazine.com), la covata malefica di AC.



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