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Les ailes de Dieu 27/04/2009

12 febbraio - 18 maggio 2009 - Torino

La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo presenta Les ailes de dieu (Le ali di dio), la prima
mostra personale dell’artista franco-algerino Adel Abdessemed (Costantine, 1971) in un’istituzione
italiana.La mostra, a cura di Francesco Bonami, prende forma attraverso video, fotografie e installazioni
dai contenuti potenti e dalla carica eversiva.
Dall’inizio della sua carriera, l’artista si è infatti guadagnato l’etichetta di enfant terrible, per le sue
opere talvolta scioccanti ad alto contenuto di controversia, spesso su temi nevralgici quali sesso,
religione e politica. Usando un linguaggio scarno e diretto, Abdessemed racconta una realtà fatta di violenza e dà
voce ai disagi provocati dalle differenze di genere, di religione, di provenienza sociale e geografica,
mostrando una società contemporanea fatta di prevaricazione e aggressività.

Costruisce messe in scena di ferocia, opere di forte impatto visivo ed emozionale, rimandando ad
una cultura del terrore e della paura propria di ogni guerra.
Il protagonista del video Trust me, 2007 è il cantante David Moss che impersona un vampiro
mentre intona differenti inni nazionali. Sempre Moss in Hot blood, 2008 indossa un naso da
pagliaccio e canta: “I am a terrorist, you are, you I, am I am I a terrorist?”.
Argomenti centrali del suo lavoro sono l’integrazione, il razzismo, la sessualità e il superamento dei
forti tabù imposti dalle religioni che egli interpreta in modo trasversale, attraverso tutti i mezzi
espressivi, dal video alla fotografia, dal disegno alla pittura, dalla performance all’installazione.
Sveste una giovane donna musulmana, versa il latte su un viso di pelle nera, registra esperienze di
libertà amorose in pubblico.
La ferocia dell’animale o la violenza che l’uomo riversa sull’animale sono temi molto presenti nel
suo lavoro. Abdessemed porta e fotografa sulle strade di Parigi animali selvaggi provenienti dal
Nord Africa, talvolta pericolosi, come cinghiali (Sept frères, 2006), un serpente (Zéro tolérance,
2006), un leone (Séparation, 2006).
Mentre nella video-installazione Don’t trust me, 2007, sei video riprendono altrettanti animali
colpiti a morte, documentando le pratiche ancora diffuse nei macelli della campagna messicana. Il
video Usine (Fabbrica), 200, mostra una scena di lotta nel regno animale. Nell’arena si scontrano
animali comuni, cani, galline e topi, e animali selvatici, serpenti, scorpioni e ragni in combattimento.
Questa pratica violenta, legale in quella Messico, in Italia costituisce reato.
Pur rappresentando una forma di impegno politico, di resistenza ai limiti, l’opera di Adel
Abdessemed riporta a rappresentazioni suggestive e intense della vita reale, trasmette l’instabilità
propria del terrore, creando una forte tensione tra l’estetica delle immagini e la violenza delle idee
che queste sottendono, come in Practice zero tolerance (renversée), 2008 in cui compare il
calco in terracotta della carcassa di un’auto, carbonizzata e riversa su un fianco.
Le ali di Dio - Artista: Adel Abdessemed
A cura di Francesco Bonami
Dal 12 febbraio al 18 maggio 2009
Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Via Modane 16, Torino
Organizzazione: Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
Info FSRR: tel. 39 011 3797600 fax 011 3797601
info [at] fondsrr [dot] org www.fondsrr.org



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