UN SETIFICIO PER L'ARTE

Occhiello: 
Il nuovo “Centro Speri-<br> mentale per le Arti” di<br> Cuneo presenta gli svi-<br> luppi del paesaggio

Vero
gioiello architettonico, il Filatoio Rosso, un antico setificio secentesco
che si trova a Caraglio, nei pressi di Cuneo, è la sede del nuovo
“Centro Sperimentale per le Arti Contemporanee”. Recentemente
restaurato dalla Regione Piemonte, è anche il più antico
(risale al 1676) tra gli edifici a carattere produttivo di recente riconvertiti,
in Piemonte, in centri di promozione culturale. Trecento anni di storia
della rappresentazione del paesaggio, tra pittura e fotografia, di sessanta
autori, dal settecento ai giorni nostri, costituiscono il biglietto da
visita con cui il neonato spazio espositivo si presenta al pubblico, sotto
la direzione di Andrea Busto, visualizzati un percorso “atemporale”
e tematico, in linea con più aggiornati criteri museologici. Il
titolo della mostra, Camere con vista - ispirato al celebre romanzo
di Forster, reso ancor più noto dalla versione cinematografica
di James Ivory - è anche il titolo del primo dei dieci capitoli
che la compongono, nei quali, secondo le parole di Busto, che della mostra
ne è anche il curatore, “le opere sono messe a confronto
per tematiche, affinità stilistiche e concettuali”, evidenziando 
“attraverso percorsi chiusi, come la grande tradizione pittorica
di sia perpetuata nei secoli fino ad arrivare
a noi attraverso mezzi espressivi differenti ma simili per finalità
e contenuti”. Se è vero che il termine “paesaggio”
è nato per definire una tipologia di rappresentazione pittorica,
prima ancora che per indicarne il soggetto, ossia una porzione di territorio,
il riferimento al dispositivo romantico della finestra è senza
dubbio il più adatto ad introdurre questo eclettico “insieme
di sguardi” sullo sguardo di volta in volta utilizzato dall’arte
per osservare lo spazio, naturale e urbano, dando forma ad un “genere”
artistico che, ancora oggi, gode di ampia fortuna. Possiamo così
trovare, fianco a fianco, in inediti accostamenti le piazze di Ghirri
e quelle di De Chirico, le rovine di Piranesi e di Ryuji Miyamoto, le
architetture di Johannes Boesen e di Bernd e Hilla Becher, le luci della
città di De Nittis e di Olivo Barbieri, i silenzi di Licini e di
Hiroshi Sugimoto, solo per fare alcuni esempi, fino alla metafora dell’oltre
e dell’altrove di Lucio Fontana e di Hanish Kapoor. Un continuo
confronto tra passato e presente, spesso uno scontro di titani, e insieme
una dichiarazione d’intenti. C’è un ideale filo rosso
che attraversa la mostra. E non è soltanto il soggetto delle
centotrenta opere esposte,  come spiega lo stesso Busto: “una
carrellata sulla grande tradizione pittorica del paesaggio e i nostri
giorni ci permette di creare una ideale liaison fra l’epoca della
nostra nuova sede e il contemporaneo” cui sarà dedicata la
futura attività del centro che, con una caffetteria, un ristorante,
una libreria e un laboratorio didattico si propone di diventare, da muto
testimone di una lontana vocazione protoindustriale, non solo una vetrina
di manifestazioni a carattere internazionale, ma un vero e proprio “motore”
di risorse del territorio, a riprova di una nuova concreta vocazione regionale.

La mostra è aperta fino all’8 settembre, presso il
Filatoio, via Matteotti, Caraglio (CN), venerdì e sabato 15
– 19, domenica 10 – 13/15 – 19. Info CeSAC
0171/618260. Il catalogo, che si avvale dei contributi di un
nutrito gruppo di critici e storici dell’arte, è edito
dalle Edizioni Marcovaldo.