CAROLA BALMA

CAROLA BALMA

  • ARTI VISIVE
  • PITTURA

Nato a: CARMAGNOLA

Vive a: PRIOCCA - Cuneo

Età: 39

Biografia

CAROLA BALMA, nata a Carmagnola (TO) il 14/12/1978, vivo e lavoro a Priocca (CN)

e-mail: carola [dot] balma [at] libero [dot] it

Carola Balma, artista originaria guarenese (di Guarene, Cuneo), si è diplomata nel 1996 al liceo artistico di Alba e laureata a pieni voti e con lode nel 2002 in pittura presso l’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino, inoltre è abilitata dal 2004 all’insegnamento delle Discipline Pittoriche presso l’indirizzo arte e disegno della Scuola di specializzazione per insegnanti di Torino.

Biografia completa

2009 e 2010: Corsi di perfezionamento in Didattica delle Discipline pittoriche e FOTOGRAFIA, DISEGNO E GRAFICA PUBBLICITARIA: TECNICHE E STRATEGIE DIDATTICHE

Attualmente sta conseguendo la seconda laurea specialistica in arti visive presso L’Accademia di Belle Arti di Cuneo.

Lavora dal 2004 come docente di materie artistiche in scuole private e di sostegno presso il Liceo Artistico “Pinot Gallizio” di Alba.

Il suo interesse artistico sia pittorico che per l’incisione è maggiormente rivolto verso le figure umane per cercare d’indagare le loro anime.

Sono 16 anni che Carola dipinge ed ha attraversato diversi periodi stilistici: è passata da uno stile forte e ricco di contrasti ed uno molto cupo fino ad arrivare ad una fase in cui è andata alla ricerca della terza dimensione pittorica sulla superficie bidimensionale: lo scorcio.

Oggi dopo qualche anno di quasi totale inattività, dove Carola ha dipinto solo per pochi amici, è avvenuta una “riapertura”, una “ri-scoperta” ad una nuova spinta verso la pittura: la ri-scoperta del narciso, se stessa ed ha deciso, su invito, di presentare i suoi lavori a Roma alla IX Biennale Internazionale d’Arte presso le Sale del Bramante (Piazza del Popolo).

Importante citare l’ultimo viaggio di Carola effettuato a Roma in cui ha potuto ammirare le stesse meraviglie (Michelangelo, Caravaggio e Dűrer) che anni fa l’avevano portata ad amare la pittura ed a intraprendere la strada percorsa fino ad oggi.

I lavori di questo momento riflettono il periodo di felicità ed entusiasmo che sta attraversando Carola in questo momento in quanto ha raggiunto tanti degli obiettivi della sua vita che si era prefissata fino ad ora…

Di seguito alcune delle citazioni che Carola predilige…

Ogni pittore non è che un momento, il suo momento, del discorso sul mistero che l’artista porta avanti in nome di tutta l’umanità. Per questo i poeti e i pittori e ogni artista sono profeti, nella misura in cui sono poeti veri e pittori veri. Allora il discorso è un altro: quello sulla verità propria delle loro opere. E quando un’opera è vera allora è anche religiosa. L’“essere” non ha aggettivi: l’essere è. E basta.

“Bisogna entrare nella cella religiosa di se stessi e trarne un’espressione cavata dal profondo dell’anima e che si distingua da ogni travestimento da palcoscenico.” (U. Galimberti, Il Corpo)

“Io cerco di rendere con verità ed efficacia solo ciò che del vero mi impressiona, ciò che il fuoco dell’occhio vede e il cuore sente in un dato momento... Se i miei lavori destano un sentimento, lasciano un ricordo, vuol dire che riuscii a dar vita a una passione... E mi basta...” Medardo Rosso 1887

“LA PRIMA COSA CHE UN PITTORE DEVE FARE, CREDO SIA SPAZZARE IN TERRA. OVVERO FARE SPAZIO… SEMPRE ALLA RICERCA DI SPAZIO…” Francesco Clemente “UN MUSICISTA CHE ESITA FALLISCE, UN PITTORE CHE ESITA DIVENTA IMMORTALE” Morton Feldman (compositore)

“Carola Balma abbandona se stessa in un continuo dialogo con il corpo umano, intensamente raffigurato attraverso inediti tagli prospettici contenuti in una contrastante modulazione di ombra, luce, colore. Le sue figure sono la rappresentazione di una visione dell’uomo e della donna, espressa con il ritmo sincopato della danza, che Carola pratica come fondamentale supporto al suo alfabeto pittorico. Abbandono, Movimento, Freddo; sono queste le opere che meglio rendono la ricerca artistica di Balma, una pittura forte che prepotente esce dai confini bidimensionali del supporto, mediante una coreografia materica ed eloquente, che si avvicina ai linguaggi gestuali di Isadora Duncan, Merce Cunningham, Marta Graham.” Marcello Salvati