Come funziona il crowdfunding

Che cos'è

Il crowdfunding (neologismo inglese formato dalle parole “crowd = folla” e “funding = finanziamento”) è un modello di raccolta fondi collettiva, spesso legato a progetti artistici/creativi, diventato molto popolare su Internet negli ultimi anni. La sua rapida ascesa è dovuta soprattutto a tre fattori:

a) la diffusione sempre più capillare di pratiche di condivisione e collaborazione online (la cosiddetta rivoluzione “social” di Internet);
b) lo sviluppo di tecnologie e servizi che rendono semplici, efficienti e globali le forme di finanziamento;
c) l'esplosione della crisi economica, che ha reso difficoltoso l'accesso ai finanziamenti tradizionali (sia pubblici che privati) nel mondo dell'arte e della creatività.

 

Come funziona

Sebbene vi siano alcune differenze tra i servizi disponibili, il meccanismo-base del crowdfunding è abbastanza semplice:

- l'artista propone il progetto che intende far finanziare (un album, un libro, un film, un'installazione), fissa una cifra complessiva da raggiungere, definisce le ricompense da offrire ai suoi sostenitori (in genere legate al progetto stesso: cd, dvd, fotografie, libri) e la data di scadenza;

- se al termine della campagna le offerte del pubblico hanno raggiunto o superato la cifra richiesta, il progetto viene ritenuto un successo e i soldi vengono effettivamente versati all'artista; se invece la campagna non raggiunge l'obiettivo, le offerte vengono annullate;

- le piattaforme di crowdfunding sono gratuite e trattengono una commissione (in genere tra il 5% e il 10%) solo nei casi di successo delle campagne;

- se un progetto viene finanziato, sta poi all'artista mantenere le promesse: realizzare l'opera e inviare le ricompense ai suoi sostenitori.

 

La storia

Il finanziamento collettivo non nasce con il crowdfunding. Forme di sottoscrizione, donazioni o vere e proprie collette esistono da tempo. Internet ha però fornito quegli strumenti che rendono la raccolta online particolarmente efficiente, sia per la semplicità d'uso sia per la possibilità di rivolgersi a un pubblico molto vasto. Le prime piattaforme sono state aperte intorno al 2005, ma è con il successo del servizio statunitense Kickstarter – fondato nel 2009 – che la pratica è concretamente decollata. Nel 2010, il sito aveva raccolto offerte per una cifra complessiva di 27,6 milioni di dollari; nel 2011, per 99,3 milioni; nel 2012, per 274,5 milioni. Dal 2012, il crowdfunding ha iniziato a diffondersi molto anche al di fuori degli USA, Italia compresa. Kickstarter è rimasto il servizio di riferimento, ma è stato affiancato da decine di piattaforme concorrenti in diversi paesi, Italia compresa.

Da luglio 2013, l'Italia si è dotata - primo paese in Europa - di un regolamento relativo alla raccolta dei capitali tramite crowdfunding per il sostegno di start up e progetti imprenditoriali. Si tratta tuttavia di una novità legata ai progetti di impresa (come quelli gestiti dalla piattaforma Siamosoci) e non al crowdfunding a carattere creativo e artistico.

 

Questa guida: come è strutturata e a chi si rivolge

In questa guida trovate un elenco completo dei servizi di crowdfunding italiani, oltre ad alcuni esempi – tra i più rappresentativi – di piattaforme internazionali. Per ogni servizio, oltre al link, viene proposta una rapida scheda informativa. La guida è pensata soprattutto per i “giovani artisti italiani”, che potrebbero decidere di usare il crowdfunding come forma di finanziamento per i loro progetti. Artisti nel senso più ampio del termine: come si può vedere dalle singole schede, il crowdfunding è in realtà aperto a molti campi differenti, che vanno dalla musica al cinema, dall'arte visiva alla scrittura, dagli eventi dal vivo alla tecnologia, per arrivare fino alla piccola imprenditoria e alla solidarietà. All'interno di ogni disciplina, non esistono poi limiti alla tipologia di progetto che si può proporre: un musicista, per esempio, potrebbe lanciare una campagna di raccolta legata alla produzione di un disco, alla realizzazione di un videoclip, al finanziamento di una tournée. I beneficiari possono essere artisti individuali, ma anche gruppi e associazioni culturali. In ogni scheda viene specificato a chi si rivolge la piattaforma e quali sono i parametri economici. 

 

5 piccoli consigli per iniziare

Eterogeneo per natura, il crowdfunding non impone un vero e proprio percorso da seguire, che garantisca il successo delle campagne. Ogni progetto ha la sua storia. Alcuni piccoli accorgimenti possono però essere tenuti a mente. Noi ve li presentiamo attraverso cinque principi/parole-chiave:


- Il lancio
. E' forse la fase più importante della campagna, visto che spesso la maggior parte dei soldi vengono raccolti nei primi giorni, avviando un circolo virtuoso che può facilitare il raggiungimento del traguardo finale (psicologicamente, il pubblico è portato a sostenere progetti che ritiene abbiano concrete possibilità di successo). La maggior parte delle piattaforme di crowdfunding richiedono di realizzare un video di presentazione: è il biglietto da visita del progetto e come tale va curato con molta attenzione. Allo stesso modo, è importante la scelta delle ricompense da offrire ai sostenitori: un giusto mix tra concretezza e stravaganza può essere una formula vincente. Infine, il lancio deve essere accompagnato da un'adeguata comunicazione del progetto, in particolare sui propri network sociali (se nessuno è a conoscenza della tua campagna, nessuno la finanzierà!).


- L'ambizione. E' giusto credere in ciò che si fa e giocarsi bene tutte le carte a disposizione. Anche quelle più ambiziose. Per questo, potrebbe essere interessante valutare la possibilità di lanciare una campagna di raccolta internazionale (magari partendo dalle piattaforme straniere che vi suggeriamo nella sezione apposita). Sui siti italiani, ci si rivolge in linea di massima al pubblico del nostro paese (o comunque a chi conosce la nostra lingua). Sui siti internazionali, in particolare quelli in inglese, il pubblico potenziale è molto più ampio. Di conseguenza, lo è anche la possibilità di raccogliere più fondi. Al tempo stesso, però, aumenta anche la concorrenza ed è richiesta una grande serietà/professionalità nella gestione della propria campagna: niente inglese maccheronico, per esempio!


- La razionalità. Essere ambiziosi non significa essere imprudenti o perdere di vista l'obiettivo finale. Per questo, è consigliabile non fissare un obiettivo economico troppo alto: sia per non spaventare il pubblico, sia per avere maggiori probabilità di ottenere comunque un finanziamento, anche se ridotto. Se poi la vostra campagna avrà successo, non perderete niente: la maggior parte dei servizi permette di raccogliere più soldi di quelli richiesti in origine!


- L'ispirazione. Sul blog di questa guida, pubblicheremo periodicamente delle storie di successo, raccontate dagli artisti. Ascoltare, studiare, seguire l'esperienza altrui è fondamentale! Le piattaforme di crowdfunding sono liberamente accessibili: in ogni momento, è possibile visitare le campagne in corso e recuperare le più efficaci realizzate in passato. Prima di lanciare il vostro progetto, il consiglio è di consultare campagne simili alla vostra, verificando le cifre richieste, le ricompense più efficaci, le strategie di comunicazione seguite.


- La fiducia. E' il rapporto che si stabilisce tra artista e sostenitori. Quando una persona accetta di finanziare in anticipo un progetto creativo, è importante non tradire le sue aspettative. Per questo, è consigliabile una particolare cura tanto nel lancio di un progetto che sia concretamente fattibile quanto nella definizione delle ricompense (che in caso di successo l'artista dovrà garantire ai suoi finanziatori).