I viaggi sono di due tipi: quello in cui ti sposti fisicamente e quello in cui percorri le vie della coscienza. In entrambi i casi cerchi di toglierti la zavorra che ti porti dietro, cerchi di trovare altri punti di appoggio, rinunciando al consueto, alla ripetizione del quotidiano. In entrambi i casi programmi un ritorno per sentirti (essere?) diverso. Il viaggio è ricerca e abbandono, entusiasmo e fatica. La meta non è mai importante quanto il percorso, spostarsi fisicamente aiuta perchè cambiando i riferimenti si arriva con più facilità a straniarsi dai corto circuiti della mente che ci impediscono di progredire.
TRAGITTI DEL CORPO
PERCORSI DELLA MENTE
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