Ritorni 03

Roma - 2013

Ritorni è un lavoro sul passaggio. Ho iniziato questa ricerca nel 2012 mentre lavoravo per un agenzia immobiliare e l'ho portata avanti per anni, fotografando le case nel momento di passaggio tra un inquilino e un altro. Durante questo lavoro sono entrata in molti appartamenti e in quelli non più abitati ho fotografato le cose che le persone si sono lasciate alle spalle. Il mio interesse è cresciuto quando ho notato che quello che resta contiene in sè i segni di un vissuto e racconta una storia diversa in ogni abitare. Le pareti assorbono i residui dell'uomo: l'appartenenza, l'identità, l'odore e oltre alla nostalgia si percepisce la vita che è stata.

Anche la parola trasloco che viene dal latino Trans (oltre) e Locus (luogo) ci porta al di là del luogo, nel significato che quel luogo ha avuto per quell'essere umano. La casa rappresenta il rifugio, la famiglia, la sicurezza, l'intimità e quando viene svuotata rimangono i segni di quello che è stato. Si respira la solitudine, si percepisce l'abbandono, ma oltre alla nostalgia legata agli addii c'è la bellezza di un nuovo inizio. Il passaggio da una fase ad un'altra, da un momento della vita ad un altro ci trasforma e ci fa ritornare a noi stessi, ci riporta a sentire quell'appartenere che ci rassicura, ci restituisce un'identità nuova, ma ugualmente nostra. Ed ecco che il mutamento diventa un ritorno a casa.