Ritorni 16

Roma 2015

Ritorni è un lavoro sul passaggio. Ho iniziato questa ricerca nel 2012 mentre lavoravo per un agenzia immobiliare e l'ho portata avanti per 4 anni, fotografando le case nel momento di passaggio tra un inquilino e un altro. Durante questo lavoro sono entrata in molti appartamenti e in quelli non più abitati ho trovato le cose che le persone si sono lasciate alle spalle. Il mio interesse è cresciuto quando ho notato che il vuoto lasciato contiene in se i segni del passaggio e che non è solo un vano quello che resta, ma la traccia di un vissuto che le pareti hanno assorbito. Insieme al vuoto che rimane indietro, trovo nelle case i residui dell'uomo: l'appartenenza, l'identità, l’odore. La parola trasloco che viene dal latino Trans (oltre) e Locus (luogo) mi porta dunque al di là del luogo nel significato che quel luogo ha avuto per quell'essere umano. La casa rappresenta il rifugio, la famiglia, la sicurezza, l'intimità e quando viene svuotata rimangono i segni di quello che è stato. Si respira la solitudine, si percepisce l'abbandono, ma oltre alla nostalgia legata agli addii c'è la bellezza di un nuovo inizio. Il passaggio da una fase ad un'altra, da un momento della vita ad un altro ci trasforma e ci restituisce un'identità nuova, ma ugualmente nostra. Ed ecco che il mutamento diventa un ritorno a casa.