In-conscio (trittico)

In-conscio (trittico)

 

Non è certo la morte a spaventarmi, è quello che ho dentro il mio corpo di bambino.

E’ quello che ho lasciato dietro e non si dice, è quello che ho lasciato alle spalle nel gioco di un pomeriggio d’ottobre. E non c’era neanche una foglia, né vento o polvere, nulla che mi trasportasse o trascinasse via se non i miei piedi nudi.

Il mio film è sempre uguale, pellicola monocromatica sfocata dentro un buco nero, io protagonista e spettatore. Ho una strada davanti e un treno che arriverà a breve, binari vuoti e la curiosità e la voglia di seguire chi quei binari li attraversa. Ma non ho voce, né forza per camminare, così anche oggi il mio desiderio sfuma…eppure è solo un sogno, e so che è solo un sogno. Eppure sono sveglio, e sono dentro un treno.

Non è certo la morte a spaventarmi, è quello che ho dentro il mio corpo di bambino: è quello che non si vede ma c’è, e non è un sogno, è muto, e tuttavia assordante nel suo silenzio.