Frame - la mia poetica
Penso che un’immagine fotografica sia tanto più potente quanto più essa è “aperta”: quanto più lascia, a chi la osserva, la possibilità di immaginare il prima e il dopo, e le relazioni tra i soggetti che vi sono rappresentati. Una potenza tale l’ho sempre rintracciata nella cinematografia più surreale e visionaria, nell’opera di Lucien Freud e Francis Bacon, nei pittori dell’età barocca; non a caso, quindi, tale immaginario visivo costituisce la mia principale fonte di ispirazione.
I miei lavori sono concepiti come dei fermo immagine: singoli frame che lasciano intuire una storia, una narrazione visionaria e complessa.
Ciascuna delle mie immagini fotografiche può vivere da sola, come un racconto indipendente. Tuttavia se messi in relazione tra loro, questi frame sono riconducibili a un’unica grande narrazione dell’inconscio, surreale e perturbante.
Emanuele Baciocchi, 2010