RONIN

OPERA REALIZZATA

A MANO CON TECNICA ACRILICO SU TELA

40x60cm

L'OPERA RAPPRESENTA L'IDEOGRAMMA

GIAPPONESE "RONIN"

IN STILE POP ART.

ANNO 2011

DIPINTA ANCHE SUI LATI E

NON NECESSITA DI CORNICE.

RONIN

Rônin, letteralmente uomo alla deriva, è il termine giapponese che designava il samurai rimasto senza padrone o per la morte di quest'ultimo o per averne perso la fiducia. Nel Giappone moderno, il termine ha una valenza negativa, salvo in un caso: le gesta dei cosiddetti "Quarantasette rônin". I fatti avvennero realmente intorno al 1701; la leggenda si è in seguito impadronita dei personaggi, trasformandoli in esempi viventi del bushido cioè dell'etica samurai che costituisce tuttora uno dei cardini morali del Giappone.
Quarantasette Rônin erano un gruppo di samurai al servizio di Asano Naganori, rimasti senza padrone (e quindi divenuti ronin), dopo che il loro daimyo venne costretto a commettere seppuku (il suicidio rituale giapponese) per aver assalito un ufficiale di corte, Kira Yoshinaka, che lo aveva insultato.
Gli uomini di Asano lo vendicarono uccidendo il cortigiano dopo aver atteso oltre un anno. Nonostante avessero seguito i precetti del bushidô vendicando il loro padrone, i rônin vennero a loro volta obbligati a commettere seppuku per aver sfidato l'autorità imperiale. La vicenda , ha ispirato un gran numero di racconti e rappresentazioni di teatro Kabuki, la più nota delle quali è il Chushingura. Gli uomini di Asano, incarnando lo spirito del bushido, furono in ogni tempo oggetto di un vero e proprio culto. Poiché la parola rônin ha, nel linguaggio comune, una valenza negativa, i protagonisti della vicenda sono designati come "Quarantasette gishi (uomini retti)". Il loro leader, Oishi Kuranosuke, è rappresentato da una statua bronzea posta nel 1921 all'entrata del tempio Sengakuji di Tokyo, cioè nel luogo in cui si compì il loro destino e in cui si trovano le loro tombe.