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Bergamo omaggia Benito Jacovitti

Una bellissima mostra antologica dedicata a un mito del fumetto italiano. Curata dalla figlia Silvia e da Dino Aloi, attraverso 300 opere originali, la mostra ricostruisce una carriera professionale durata sessant’anni e caratterizzata da un’incredibile produttività e versatilità. Un mondo poliedrico, multiforme, un caravanserraglio di tipi buffi e strani. Dalle illustrazioni per Pinocchio alle grandi panoramiche realizzate per Il Giorno ai personaggi creati per Il Vittorioso, Il Corriere dei Piccoli e infine per Il Giornalino. Dall’arcipoliziotto Cip, presuntuoso investigatore dalla pistola facile, a Mandrago il Mago, l’onorevole Tarzan, la signora Carlomagno, Tom Ficcanaso, Jack Mandolino, Zorry Kid e soprattutto Cocco Bill, scanzonata risposta al ruvido fumetto western alla Tex Willer. A Jacovitti va il merito di esser riuscito a emozionare intere generazioni, entrando con i suoi personaggi nell’immaginario collettivo degli italiani, anche di coloro che i fumetti non li leggono, grazie soprattutto al «Diario Vitt», edito dall’A.V.E., che arrivò a vendere due milioni e mezzo di coppie conquistando tutti con quelle tavole senza un millimetro di bianco. Una sorta di «horror vacui» portava Jacovitti a occupare tutto lo spazio possibile della tavola: i nasoni dei suoi personaggi si intrecciavano con campi di salami, ossa, pipe, tazze, pesci, scarpe da tennis, piedi umani, lumache, vermi, pettini e soprattutto le lische di pesce, in un mondo stralunato, messo a soqquadro in un disordine solo apparente, perché in realtà in ogni tavola c’era un rigoroso equilibrio tra i vari elementi. Un gran guazzabuglio, un incredibile assembramento di segni in cui lo straripante talento jacovittesco si esaltava dando il meglio di sè nelle scene affollate (le «panoramiche»), dove il leitmotiv è il nonsenso puro, il gusto sfrenato per l’assurdo e le situazioni più strambe.

Complesso di S. Agostino.
Piazzale della Fara -Bergamo.
Dal 21/09/03 al 9/11/03.