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Supergulp a Napoli

«Mentre su New York calavano le prime ombre della sera, in un angolo buio della quinta strada...». Correva l’anno 1972. Giovedì 14 settembre, ore 21.15, la premiata coppia Cochi&Renato annunciavano sul secondo canale della Rai una nuova trasmissione intitolata «Gulp! I fumetti in tv». Una striscia settimanale di quindici minuti, poi ampliata e riproposta nel 1977 con il titolo di «Supergulp». Non cartoni animati, ma «disegni non animati», ovvero disegni fermi filmati dalla camera e accompagnati da voce e colonna sonora. Un successone, con un audience dell’83%, superiore a quella di Rischiatutto. Una mostra itinerante celebra ora il trentennale di quella mitica trasmissione: dopo Modena, Roma e Torino arriva alla Città della Scienza (dal 30 settembre al 12 ottobre), «Gulp!Supergulp! I fumetti in TV» . In mostra troviamo i disegni del Signor Rossi, il rognoso ometto disegnato da Bruno Bozzetto, di TinTin del belga Hergé, di Charlie Brown e dei Penauts. E poi i supereroi inventati da Stan Lee, ovvero Thor , L’Uomo Ragno e i Fantastici Quattro, allora pubblicati dall’editoriale Corno di Max Bunker/Luciano Secchi. Ma anche il Mandrake di Lee Falk, il maestro di arti occulte protagonista di incredibili avventure in location esotiche in compagnia dell’eterna fidanzata Narda e del gigantesco servo negro Lothar, vestito solo con una canotta di pelle di leopardo. E ancora: il Cocco Bill di Jacovitti, l’irascibile cow-boy gran bevitore di camomilla che gira per un folle West in groppa al suo destriero Trottalemme; La famiglia Spaccabue (sempre di Jacovitti), nucleo familiare in cui volano sganassoni tremendi e dove la Signora Carlomagno detta legge; il marinaio vagabondo Corto Maltese di Hugo Pratt; Alan Ford e lo scalcinato Gruppo TNT (nato dalla magistrale matita di Magnus) che dal retrobottega di un negozio di fiori pianificano la lotta contro improbabili criminali come Gommaflex e Superciuk; il cacciatore di taglia Jonny Logan che ha la faccia di Lando Buzzanca; l’irrequieto e corpulento folletto azzurro Giumbolo, che «gongola e rigongola»; il pure lui azzurro Lupo Alberto di Silver, con tutti gli altri abitanti della strampalata fattoria Mackenzie, dalla gallina Marta al cane Mosè all’insopportabile talpa Enrico...E perfino Tex Willer, con il racconto El Muerto (1979). E una chicca sono i disegni di Krazy Kat: nella contea di Coconino (Arizona), tra paesaggi che richiamano il Surrealismo e il Dada, il gatto creato da George Herriman nel 1910 per i giornali del magnate Hearst prova brividi di piacere nel ricevere sulle testa le mattonate del topo Ignazio, dando vita a situazioni degne del miglior Teatro dell’Assurdo. E che l’ultimo chiuda la porta!

Città della Scienza - Napoli.
Dal 30/09/03 al 12/10/03.