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" Come, Quando, Nasci "

Il lavoro dell'artista non è solo trasformazione di materia al fine doi renderla più vicina a un proposito ideale, ma è trasformazionestessa dell'artista.Per questo l'opera non è termine di un processo creativo, ma è attraversamento, strumento di svelamento e trasformazione dell'identità.L'artista ha affidato alle opere presentate il compito di perlustrare la relazione dinamica e provvisoria che sicrea tra l'individuo e il suo ambiente.

    Sabato 17 dicembre alle ore 18.30 la galleria Nuvole Arte
    Contemporanea di Montesarchio (BN) sarà inaugurata la personale
    di Patrizia Polese, Come , quando , nasci, a cura di Domenico
    Maria Papa.


    “Non ci è dato di ricordare il momento in cui nasciamo”.
    La mostra di Patrizia Polese alla Galleria Nuvole Arte di
    Montesarchio (BN) che inaugura il 17 dicembre origina da questa
    evidente verità.
    Si tratta di una verità che non è desunta da un percorso
    argomentativo. È, piuttosto, una consapevolezza che deriva
    dall'esperienza. Da quella personale, ma non soltanto. Per sapere
    come siamo venuti al mondo – e già l'espressione è
    rivelatrice – siamo costretti ad affidarci agli altri: sono
    altri che possono testimoniare come e quando è accaduto.
    Conservano, perciò, la memoria di noi che noi ancora non
    possiamo avere. A noi non rimane che fare nuove esperienze di
    nascite e rinascite per poter dare nuova forma e voce al racconto
    di noi che altri hanno iniziato.
    In questo, il lavoro dell'artista assume una valenza metaforica
    profonda. Non è solo trasformazione di materia al fine di
    renderla più vicina a un proposito ideale, ma è, come in un
    processo alchemico, trasformazione dell'identità stessa
    dell'artista. La storia dell'arte riconosce una lunga tradizione
    a quello che potremmo definire un “approccio alchemico” per
    il quale l'opera non è termine di un processo creativo, ma è
    attraversamento, strumento di svelamento e trasformazione
    dell'identità.
    “È una tradizione che notoriamente va da Dürer fino a
    Duchamp – Afferma Domenico Maria Papa che presenta la mostra
    – e Patrizia Polese sembra richiamarsi a quella tradizione
    nell'uso di materiali poveri e nobili, insieme; per la volontà
    di esplorare forme indefinite e aeree, mai chiuse; per la
    costruzione di architetture vive. Rame, cera, terra, oro, terra,
    gesso, foglie e piante sono gli ingredienti della sua
    ricerca.”
    “Ho affidato a queste opere il compito di perlustrare la
    relazione dinamica e provvisoria che si crea tra l'individuo e il
    suo ambiente, ciò che i singoli individui pongono al centro
    della propria vita le loro convinzioni di base o volontà di
    richiamo (…)” aggiunge Patrizia Polese a proposito del
    progetto pensato per Nuvole Arte, presentando, com'è nella
    consuetudine della galleria un'opera site-specific.
    Non a caso la mostra si apre in prossimità del solstizio
    d'inverno, da sempre, in molte culture, passaggio propizio, alle
    nascite e alle rinascite.
    Patrizia Polese vive e lavora in Italia . Dopo una lunga
    esperienza nel campo del restauro (Milano-Venezia 1993-97), la
    passione artistica e  tessile  l' ha portato ad approfondirne la
    ricerca partendo dal quotidiano,  dal transitorio e dall'effimero
    . Ha conseguito il diploma alla Scuola d'Arte Applicata del
    Castello Sforzesco di Milano, con specializzazione nell'arte
    della tessitura (1995). Espone regolarmente le sue opere in
    esibizioni personali e collettive sia in Italia che all'estero .
    www.patriziapolese.com