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Mostra "Freud-Rembrandt. Incisioni" a Monforte d'Alba

Mostra alla Fondazione Bottari Lattes in Via Marconi 16, Monforte d’Alba – Cn da sabato 17 marzo a domenica 13 maggio 2012

    Dipingere corpi avvizziti, dare risalto alle impietose rughe del
    viso, ritrarre nudi in cui la carne emerge in tutta la sua
    tragicità. A distanza di quattro secoli l’uno dall’altro, il
    pittore britannico Lucian Freud (1922-2011) e il maestro olandese
    Rembrandt Harmenszoon van Rijn (1606-1669) sono affiancati in un
    confronto estetico proposto dalla mostra Freud-Rembrandt.
    Incisioni. I due artisti hanno guardato alla realtà con un
    atteggiamento disincantato e fuori dagli schemi, usando
    l’incisione come mezzo espressivo autonomo, perfettamente
    capace di esprimere il loro mondo visivo. Questo in particolare
    per Rembrandt, che è l’acquaforte con la quale ha compiuto
    capolavori immortali.

    In programma da sabato 17 marzo a domenica 13 maggio alla
    Fondazione Bottari Lattes di Monforte d’Alba (via Marconi 16
    – Cn), la  mostra è curata da Vincenzo Gatti ed è a ingresso
    gratuito (orario: da lunedì a venerdì ore 14,30-17; sabato e
    domenica ore 14,30-18,30 e visite guidate).

    Venti incisioni (dieci per ogni autore), provenienti da
    collezioni private e di particolare rarità, illustrano come i
    due pittori abbiano affrontato la figura umana con grande potenza
    di linguaggio, con uno sguardo lontano dal lirismo accademico e
    un approccio realistico, quotidiano e carnale, senza timore di
    rappresentare le caratteristiche più crude dei corpi e dei volti
    maschili e femminili. Nella maggior parte delle loro acqueforti i
    volti e le figure sono sottratti a ogni contesto domestico, in
    contrapposizione con i ritratti e i nudi ideali della tradizione
    classica.

    Tra i più importanti pittori e incisori della storia
    dell’arte mondiale, maestro dei chiaroscuri, Rembrandt nei suoi
    numerosi ritratti e autoritratti ha saputo tratteggiare
    differenti personalità, espressioni particolari e insolite del
    viso, atteggiamenti, costumi. E ha saputo cogliere con occhio
    moderno e anticonformista il tempo che scorre sull’uomo, senza
    mai negare dignità alla senilità. È il trionfo del
    particolare, della tecnica e di un raffinato linguaggio
    figurativo e incisorio innovativo, portatore di intensità
    emozionale e rivoluzionaria.
    Circa trecento le acqueforti da lui realizzate. In esposizione a
    Monforte esemplari particolarmente pregevoli per la qualità
    della stampa. «Negli ultimi anni della sua esistenza – spiega
    il curatore Vincenzo Gatti – Rembrandt si trova veramente in
    una dimensione artistica al di fuori del tempo. Le forme si
    sfaldano sotto i colpi della luce, l'umanità potente e dolente
    dei ritratti tocca i vertici assoluti dell'introspezione
    psicologica. Di lui rimane un corpus di oltre trecento acqueforti
    che eguagliano e compendiano, per l'originalità, l'invenzione,
    l'abbagliante modernità, la sua opera pittorica».
    Tra le incisioni in esposizione: Studio di nudo maschile (1646,
    acquaforte); Ritratto di Clement de Jonghe (1651, acquaforte,
    puntasecca e bulino);Nudo di schiena disteso in ombra (1658,
    acquaforte, puntasecca e bulino).

    Il più grande pittore figurativo vivente: così era considerato
    da molte parti Freud, scomparso lo scorso anno all’età di
    ottantotto anni. Molto apprezzato dal mercato, anche nei ritratti
    di personaggi ricchi e famosi (come la Regina Elisabetta II o la
    modella Kate Moss) indaga il corpo e il volto con occhio feroce e
    morbosamente indagatore, svelando il disfacimento della carne,
    evidenziando i segni che l’esistenza lascia sui corpi umani e
    cercando di esprimere tutta la fisicità della materia di cui è
    fatto l’essere umano.
    «Freud torna all'incisione nel 1982 – spiega Gatti –, dopo
    oltre trent'anni dai primi lavori: ora l'acquaforte è vista come
    prolungamento della pittura. In essa trasferisce molta della
    potenza espressiva dei dipinti, spesso precedendo in essa  la
    stesura del quadro di analogo soggetto».
    Le acqueforti esposte includono: Ragazza bionda (1985); Ragazza
    che si regge il piede (1985); La madre (1982).

    La mostra è realizzata con il contributo della Galleria
    Ceribelli di Bergamo.