Uomini. Uomini di una città industriale o una fabbrica. Abitanti di una città odierna, una delle tante. Uomini diversi ma uguali. Uomini disperati che nel loro animano aspirano a un di più, a un oltre, a un qualcosa. Aspirazione che li angoscia, li tormenta, li schiaccia. Li fa sentire schiavi. O forse sono davvero schiavi? Ma schiavi di cosa? Di un sistema che infine accettano? Schiavi delle loro menti? Schiavi di chi li sottomette e che è a sua volta schiavo di qualcosa?
Uomini in fila, uomini ciechi. Uomini che non si vedono fra loro, forse.