Inserto

Il lavoro nasce per coniugare momenti e metodi diversi; dinamismo (video) e staticità (quadro). La sovrapposizione appare più come uno studio dei piani, intrinseci, rapportati tra loro in una gamma d’incompletezza che aiuta a svelare la fragilità che tiene legati i corpo. Lo spazio a cui vengono relazionati è racchiuso dall’opera stessa in un dualismo di contenimento (struttura) e, dall’altro lato, sprigionamento (corpi) che comportano alla ricerca della propria forma. La figura umana viene intrappolata in uno spazio costruito, stretto, a misura, dove la sua evoluzione rimane inalterata perché riesce a modificare l’area in cui viene a trovarsi a proprio vantaggio, adattandosi a misura. La permanenza in uno spazio circoscritto tende ad enfatizzare le movenze corporali, abbandonando una spregiudica visione di forme abitabili, che duellano verso un incastro, indagine della conoscenza del proprio corpo e quello dell’altro –riconoscimento reciproco.La struttura del segno, la raffigurazione di una posizione dell’immagine in movimento presa da quella tensione dinamica delle masse antropomorfe che invade la superficie, pretendendo di riconciliarsi, riconoscibilità di una forma organica che per essere tale deve assemblarsi, compiendosi, all’interno di un gioco di scambi tra incompiutezza (staticità del dipinto) e astrazione (dinamicità del video).