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Il lavoro indaga il deterioramento del corpo a favore dell'immagine, che a contatto con la materia, con il soggetto sensibile, diviene energia. L’antimateria propria della pura visione vuole assumere una forma concreta, divenire nuovo strumento, sopraffare il corpo invadendolo, violandolo dall'interno per apprenderne la struttura e generarsi dal nulla. Questo scambio di livelli percettivi e proiezioni di entrambi gli elementi, deve la sua effimera esistenza all'abbreviazione della durata di permanenza della materia stessa.
L'idea è fare parte dell'immagine come monomio capace di esibire la materia per come essa si manifesta e mostrarne il suo potere tangibile nella realtà immanente.