Milena Rossignoli

PARTITA
art_vis
architettura
performance
Barcellona - Spain
01/10/2016 - 30/04/2017

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Il Progetto

La ricerca di Milena è rivolta alla realizzazione di installazioni che tentino di tradurre stati di coscienza in immagine. Al centro del suo ultimo progetto ANGOLI INCLINI ALL’ORDINE, in particolare, c’è l’indagine del rapporto ancestrale tra uomo e cielo. L’osservazione del cielo ha potenzialità terapeutiche per chi è alla ricerca di bellezza e armonia. Questa necessità di connessione ha portato l'artista ad ampliare la mia ricerca artistica verso altre discipline come l’astronomia, l’architettura, la scienza e la psicologia etc.

ENTE INVITANTE

Piramidon è uno spazio creato nel 1990 allo scopo di fornire le necessarie infrastrutture per lo sviluppo e la ricerca degli artisti che ne fanno parte. Piramidon ha cercato, negli anni, di sostenere gli artisti vulnerabili all'instabilità del mercato dell'arte fornendo uno spazio di lavoro che incoraggi lo sviluppo delle loro creatività.

L'intervista

di Alessio Posar

Hai scelto di unire diverse discipline. In che modo queste si relazionano alla tua attività artistica?

Ho scelto di unire diverse discipline partendo dall'esperienza affrontata a Bologna durante una personale. In quel periodo il mio lavoro si stava allontanando dalla materia, intesa come pratica pittorica, e si stava avvicinando a una percezione, quella di ricerca di benessere dal confronto con il cielo, essere umano e spazio. Questa percezione mi portò a contattare astronomi, e in seguito grazie a loro, un archeoastronomo del Sud America. La collaborazione che cercavo non mi era chiara, non avevo idea di cosa volessi trasformare in opera, e ho compreso che era la semplice condivisione con un'altra persona ciò che mi interessava.
Il condividere è ciò che ci rende umani, è ciò che mi fa fare il lavoro che faccio io o che fai tu. Chissà senza cosa potremmo essere.
Quella piccola esperienza mi ha portato ad un arricchimento personale e ovviamente a quello della mia attività artistica. Per ciò ho proposto a questo spazio (Piramidon) che già di per è composto da una parte che si sviluppa nel generare contatti con le più svariate professioni. Ho conosciuto l'inventore di Skype – è spagnolo –, ho conosciuto direttori di banche, di hotel, professori di matematica, filosofia, arte, la direttrice del museo dei mammut, scienziati. Di questi incontri, moltoili ho sempre vissuti così come capitavano, ma ora che sono tornata vorrei approfondire questa possibilità di condivisione cercando di unirla al mio lavoro personale, quasi come tasselli che completano il mio lavoro.

Come si svilupperà il tuo progetto? Come sceglierai i collaboratori?

Il progetto si sta sviluppando naturalmente, in maniera intuitiva. Ciò che mi immagino si lega al mio lavoro materico: io parto dall'idea di geometria precostituita di imballaggi di cartone.
Sono partita dal vuoto, con la semplice azione di costruire una scatola, il vuoto lasciato dal ritaglio mi ha portato a approfondire questa percezione. In quel mondo ho capito che per comprendere il vuoto è necessario definire dei limiti. Ho trovato i limiti in una geometria di costruzione; una scatola aperta è bidimensionale ma aspetta di essere costruita. Questo discorso mi ha portato a proseguire la mia ricerca sul packaging, l'idea di contenitore percepito come archetipo dimenticato di tutte le cose.
Dopo una crisi di circa due anni, dove mi sono allontanata da questa ricerca per non perdermi in essa, per rimanere libera nel lavoro, sto serenamente tornando su quei passi. La mostra a Bologna e quella a Berlino hanno contribuito a questo ritorno sereno e più maturo, e per questo motivo voglio continuare in questo progetto, unendo questi aspetti.
Ho pensato di utilizzare il mio studio come un contenitore vuoto, spazio fisico con i suoi limiti determinati; da qui una serie di incontri per formare una sorta di base di istruzioni che in seguito saranno utilizzate per costruire un momento, che può essere una mostra, un evento, si deve definire.
Per quanto riguarda la scelta dei collaboratori, non sono una persona da public relationship, quindi preferisco scegliere una via/vita di amicizia. Nel campo dell'arte e in questa residenza ho avuto la fortuna di incontrare ottime persone con le quali è rimasto un ottimo rapporto.
Ci sono già diverse persone invitate che presto verranno prima a conoscere il mio lavoro e il mio luogo e in seguito, se dovrà essere, si svilupperà insieme una base di istruzioni, come un punto di una costellazione. Tra i collaboratori che verranno per ora ho un'amica antropologa, un amico architetto, uno scienziato, un musicista, e vari artisti che si occupano di altri ambiti, come la fotografia astronomica o la curatela.

Come sei venuta in contatto con il Piramidon C'entre d'Art Contemporani di Barcellona?

Ho conosciuto il Piramidon tramite internet. Casualmente, non sapevo se andare a Berlino, a Barcellona o a Istanbul. Ho lasciato la scelta al caso, candidandomi, in tutti questi luoghi e la prima risposta è stata al Piramidon dove ho già sviluppato 9 mesi di residenza insieme a 9 mesi di Erasmus nell'Accademia di Arte e Disegno Massana.