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“Gli onori perduti” di Beyala per le Edizioni Epoché

«Il francese è francofono, ma la francofonia non è francese», scrive Calixthe Beyala nell’epigrafe del suo ultimo romanzo, Gli onori perduti, pubblicato in Italia dalle Edizioni Epoché, una giovanissima casa editrice specializzata in letteratura africana. Calixthe Beyala, una delle più brillanti interpreti della francofonia contemporanea, è nata a Doula, in Camerun, sesta di una famiglia di dodici figli. Ha trascorso la sua adolescenza in una bidonville della periferia di Doula, poi, a 17 anni lascia l’Africa per Parigi, dove fa la fioraia e l’indossatrice per pagarsi gli studi. Nel 1987, a ventitré anni, pubblica il suo primo romanzo, C’est le soleil qui m’as brûlée. Attualmente vive a Parigi con il marito e i due figli, ma trascorre una parte dell’anno in Camerun. E’ anche cofondatrice del “Comitato eguaglianza” che si batte in Francia per una migliore visibilità delle minoranze. Gli onori perduti è un romanzo importante, che ha venduto in Francia più di cento mila copie, ma soprattutto che si è aggiudicato il “Grand Prix du Roman” dell’Académie Française ed è la prima volta che un riconoscimento simile viene dato a un autore di area francofona, ma non francese. Protagonista del romanzo è Saïda Bénérafa. La prima parte del libro racconta la sua vita nella bidonville chiamata Cuscus, uno di quegli ombelichi del mondo dove l’arte di arrangiarsi delle persone supera di gran lunga ogni immaginazione e dove la gente vive in abitazioni costruite con ciò che viene vomitato dalla civiltà. La seconda parte racconta l’arrivo della donna, cinquantenne, a Parigi, dove trova un lavoro come cameriera nel quartiere operaio di Belleville e dove conosce l’amore grazie all’incontro con un barbone, amabile e truculento. Un romanzo folgorante, un mirabile e disincantato affresco di quello che è l’Africa, una scrittura divertente come divertente è la sua autrice.