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Martinelli e Verga a Roma

La Galleria 9 presenta i lavori di due giovani artisti pugliesi: Maria Martinelli e Giuseppe Verga. Il titolo della mostra è “Amigdala” (la zona del cervello che attiva la memoria emotiva), un chiaro riferimento a ciò che accomuna la loro ricerca artistica, ovvero il funzionamento della memoria. Nei suoi lavori fotografici (elaborati in digitale dopo aver scattato la foto, stampati su tela e completati con olio, matita e carboncino), Maria Martinelli trasforma la realtà in surrealtà. Attraverso il processo di elaborazione digitale dello scatto fotografico l’artista movimenta, ribalta, moltiplica e colora particolari delle immagini che ha scelto di evidenziare. Ribaltando le immagini induce uno stato di straniamento nello spettatore, che viene confuso dal fatto che l’immagine è capovolta. Realizza così una sorta di diario di viaggio, nel quale la foto permette non tanto di ricordare momenti passati, quanto piuttosto di vedere cose che forse, al momento dello scatto, l’occhio aveva registrato prima del cervello. Nelle tele di Giuseppe Verga, foto ricordo, illustrazioni, santini e scene di processioni rituali, si mischiano, come in un puzzle, in una composizione modulare con personaggi del fumetto, scene underground e di vita notturna, icone prelevate dal linguaggio visivo del computer, graffiti urbani, brani da cover musicali. Il trasferimento sulla tela di queste immagini mnemoniche tratte dal suo “database interiore” avviene senza selezione di sorta e l’unione si compie unicamente attraverso la tecnica. Verga lavora a olio su fondi beige di cotone non trattato per simulare il virato seppia delle foto d’epoca e con la pennellata “sbiadisce i contorni e propone solo un accenno di definizione come spesso accade alle immagini del nostro archivio mentale, difficili da recuperare interamente. Attraverso la sua pittura Giuseppe Verga libera la memoria colonizzata di ricordi, immagini e suoni.

Galleria 9.
Via della Vetrina, 9 - Roma.
Dal 10/12/03 al 14/02/04.