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Autofocus 6 - La mostra e la performance dei vincitori del premio, Simone Bubbico e Irene Pittatore - Piazza Carlina 15, Torino

Location : 
Torino


Autofocus
, il concorso d’arte giovane promosso da VANNI occhiali con il patrocinio del GAI, presenta i vincitori  della sesta edizione del premio presso il nuovo spazio VANNI/Baricole showroom, in piazza Carlina 15 a Torino
Torino, 20 novembre 2014 - Un premio doppio e una nuova sede per Autofocus, il concorso giunto alla sua sesta edizione. Un’unica inaugurazione per dar spazio ai progetti di due artisti differenti, Simone Bubbico, vincitore del premio per la sezione mostra che presenterà la sua personale  “Sotto la superficie” e Irene Pittatore, vincitrice della sezione performance con “Ultime stanze”.
Il 27 novembre sarà quindi il nuovo spazio VANNI/showroom Baricole ad accogliere  il vernissage della mostra e della performance (programmata per le ore 20), nello spazio dedicato al concorso nella storica “casa Gramsci”, restituita ai torinesi con la recente ristrutturazione che ne ha fatto un hotel.

Baricole/Showroom VANNI presenta

Simone BUBBICO vincitore sezione mostra AF6
“Sotto la superficie”
Irene PITTATORE vincitrice sezione performance AF6
“Ultime stanze”

a cura di olga gambari

VERNISSAGE
Giovedì 27 Novembre | dalle ore 18:00 alle 22:00 | Performance alle 20
P.zza Carlo Emanuele II, 15 (P.zza Carlina) - Torino - Tel. 011.836.234
La mostra sarà visitabile fino al 10 Gennaio 2015, dal Martedì al Sabato 10-12:30 | 15:30-19


Simone Bubbico (Torino, 1984) presenta più lavori  in cui tecniche e immaginari diversi si mescolano, giocando con la visione e utilizzando piani diversi della percezione ottica. Un'affabulazione narrativa e concettuale. Le immagini finali sono creazioni composite, una sovrapposizioni di sguardi, piani, materiali, che vive all'interno di una dimensione reale e illusoria al tempo stesso. C'è scultura, disegno, intervento murale, collage, ombra e proiezione.

Irene Pittatore (Torino, 1979) propone l'azione Ultime stanze. Protagonisti lei e un pavone, animale in carne ed ossa e insieme immagine simbolica, che incarna la naturale tensione spirituale, e antropologica, dell'essere umano verso la vanità, movimento dell'anima che può diventare una deriva  verso la vacuità.


Il concorso Autofocus
Il bando del concorso Autofocus ha proposto quest’anno per la prima volta due premi distinti destinati a due artisti differenti, con l’obiettivo di realizzare una mostra e una performance. Una scelta con lo scopo di offrire spazio a ogni tipologia di espressione artistica, un’opportunità per i giovani candidati di raccontare il proprio percorso di artista o designer senza preclusione alcuna di linguaggio.
Il progetto di mostra vincente ha ricevuto un premio acquisto ed è stato presentato in anteprima alla manifestazione torinese The Others, dal 6 al 9 novembre 2014; la performance, sostenuta da un supporto alla produzione, è stata pensata per essere realizzata in due locations diverse, cioè le due occasioni di presentazione che vengono offerte all'artista, sia nello spazio VANNI/Baricole, sia nella fiera The Others. Una rosa di finalisti, inoltre, ha potuto presentare il proprio lavoro in uno spazio dedicato al premio Autofocus a The Others, sono Silvia Margaria, Matteo Antonini e Giorgio Cugno. Mentre il fotografo Ruben Brulat è stato selezionato come vincitore del premio Autofocus per la fotografia assegnato durante la The Others (novembre 2014): la sua personale è già in programma per la primavera del 2015.

Il bando di Autofocus è tradizionalmente destinato ad artisti e designer appartenenti a uno dei paesi dell’Unione Europea, con età compresa tra i 18 ed i 35 anni. Il concorso negli anni scorsi ha premiato Federica Gonnelli, Giulia Bonora, Francesco Fossati, Cosimo Veneziano e il duo Macchieraldo/Palasciano.

Massima la libertà di espressione sul tema Autofocus, che apre all’universo contenuto nello sguardo dell’artista per raccogliere il racconto sulla sua dimensione soggettiva, il suo mondo, la sua visione.

La selezione delle candidature è a cura della critica d’arte Olga Gambari.


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