Performance, 60’
Seduto su una sedia, faccio un rito voodoo su una vecchia Bandiera del Regno Unito senza sosta per sessanta minuti. La bandiera è intelaiata come a voler ricordare la tradizione italiana del merletto a tombolo.
In questo lavoro rifletto su tutti i sogni che avevo come giovane europeo, italiano per di più, che guarda al Regno Unito come al Paese della Libertà, la Terra dei movimenti Punk, il luogo dove la cultura Gay e Lesbica hanno trionfato, e sulla delusione che ha caratterizzato la mia permanenza in UK.
Durante la performance io compio un rito voodoo in costante alienazione, penetrando la Bandiera profondamente. L’amore che accompagna il gesto della penetrazione, la cura con cui agisco sulla bandiera, è accompagnato dalla violenza intrinseca nelle intenzioni del voodoo, ovvero nella volontà di colpire qualcuno mortalmente. Il titolo del lavoro evoca “God save the Queen” dei Sex Pistols e acquisisce una carica maggiore perchè realizzato all’interno dell’edificio del Central Saint Martins College di Londra, lo stesso che ospitò il primo concerto della band brittannica.