Alessandra Ioalé
Nasce a Pisa nel 1982, dove a tutt’oggi vive e lavora. Frequenta l’Istituto Statale d’Arte di Cascina e inizia a dipingere e modellare regolarmente dal 2001, anno in cui si iscrive alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Pisa intraprendendo la Laurea Triennale in Scienze dei Beni Culturali. Nel 2005 partecipa alla V edizione del concorso Artisti mai visti, con l'opera "Passività", mostra-concorso di arti visive organizzato dall'A.S.Be.C dell'Università di Pisa, classificandosi terza. Dopo aver conseguito il diploma di laurea triennale intraprende il corso di laurea specialistica in Storia dell'Arte contemporanea. Nel 2006 partecipa alla III edizione del Premio Celeste - www.premioceleste.it - nella sezione studente con l'opera "Ribellione". Nel suo lavoro di ricerca spaziale e cromatica si ispira ad artisti che hanno operato sulla scomposizione spaziale in piani e la loro definizione attraverso l'uso del colore, come Picasso, e hanno adottato una tecnica di modulazione cromatica basata su impasti densi e vibranti, come Van Gogh. Nel frattempo in linea con la sua formazione tecnico-progettuale porta avanti lo studio di elementi di arredo, che la fanno avvicinare alla tematica del riciclo applicata al design.
Dopo due anni di studi all'estero, nel 2007partecipa alla prima edizione del Celeste Prize - www.celesteprize.com - con l'opera "Torre Agbar. Omenaje a la ciudad de Barcelona", e alla prima edizione de La casa degli specchi. Tutti uguali tutti diversi - www.lacasadeglispecchi.com - con l'opera "My dear old Marylin". Dopo la laurea Specialistica in Storia dell'Arte, la sua grande passione per questa disciplina la porta a intraprende un percorso formativo e lavorativo nel campo dell’organizzazione di eventi culturali, occupandosi delle sezioni espositive, e della promozione di giovani artisti locali. Inoltre scrive per la rubrica di design D::Vision sul sito intoscana.it, il portale ufficiale della Regione Toscana.
In questi anni sperimenta nuove tecniche artistiche passando dalla pittura a olio, su tela e altri supporti, al pastello graffiato che le permette di operare una rielaborazione dei soggetti in chiave ironico-fumettistica. Ciò coincide con l’interesse verso un nuovo soggetto, le strutture architettoniche ricomposte in composizioni dinamiche di sinuose linee che s’intersecano e si dipanano, in cui il colore è fondamentale per la loro risultanza. Protagoniste delle sue opere, omaggi alle capitali europee, ironiche interpretazioni dei monumenti-simbolo delle città, che le permettono anche una sperimentazione del segno grafico e della sua risultanza cromatica.