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Progetto fotografico "Faceless"
5
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I commenti degli artisti
Vera Michela Suprani + Claudio Oliva
ha scritto
Mar, 10/11/2009 - 18:56
Il progetto Faceless nasce dall’esigenza di raccontare il corpo umano e l’enorme potenziale comunicativo che esso reca con sé; come recita il titolo, l’idea è di agire per sottrazione, palesando l’assenza del volto come base per un’indagine sul movimento. Il viso, con il proprio bagaglio di espressioni e la capacità di attrarre, da solo, l’attenzione di chi osserva, viene dunque celato; rimane il corpo. Questa “interferenza” crea delle figure stranianti. “Faceless” si propone anche come una riflessione sulle diverse identità che il corpo assume in relazione all’ambiente naturale e culturale in cui agisce. Il centro del progetto è, in estrema sintesi, il conflitto generato dalla giustapposizione del corpo al viso, celato-sostituito di volta in volta da simulacri del nostro esistente: parrucche, maschere, vestiti… Il progetto si articola in serie più o meno brevi di fotografie; allo stato attuale sono stati prodotti cinque lavori sul tema: “Feminea”, “Black Russian”, “Siren’s Dream”, “Countryland” e “Swamp Women”. Per il futuro si prevede di sviluppare il progetto aumentando la complessità compositiva (strada intrapresa con l’ultima serie) allo scopo di incrementare le possibilità espressive.
Autori del progetto “Faceless” sono Claudio Oliva (1978) e Vera Michela Suprani (1980). L’uno si occupa della parte prettamente fotografica, l’altra è interprete e sovrintende la scelta dei costumi. Sicura influenza (seppur a livello inconscio) nella preparazione ed elaborazione degli scatti ha esercitato un preciso immaginario cinematografico costituito dal cinema di David Lynch, con particolare riferimento alla inquietudine generata da un utilizzo inconsueto di elementi del reale.
Il progetto Faceless nasce dall’esigenza di raccontare il corpo umano e l’enorme potenziale comunicativo che esso reca con sé; come recita il titolo, l’idea è di agire per sottrazione, palesando l’assenza del volto come base per un’indagine sul movimento. Il viso, con il proprio bagaglio di espressioni e la capacità di attrarre, da solo, l’attenzione di chi osserva, viene dunque celato; rimane il corpo. Questa “interferenza” crea delle figure stranianti. “Faceless” si propone anche come una riflessione sulle diverse identità che il corpo assume in relazione all’ambiente naturale e culturale in cui agisce. Il centro del progetto è, in estrema sintesi, il conflitto generato dalla giustapposizione del corpo al viso, celato-sostituito di volta in volta da simulacri del nostro esistente: parrucche, maschere, vestiti… Il progetto si articola in serie più o meno brevi di fotografie; allo stato attuale sono stati prodotti cinque lavori sul tema: “Feminea”, “Black Russian”, “Siren’s Dream”, “Countryland” e “Swamp Women”. Per il futuro si prevede di sviluppare il progetto aumentando la complessità compositiva (strada intrapresa con l’ultima serie) allo scopo di incrementare le possibilità espressive.
Autori del progetto “Faceless” sono Claudio Oliva (1978) e Vera Michela Suprani (1980). L’uno si occupa della parte prettamente fotografica, l’altra è interprete e sovrintende la scelta dei costumi. Sicura influenza (seppur a livello inconscio) nella preparazione ed elaborazione degli scatti ha esercitato un preciso immaginario cinematografico costituito dal cinema di David Lynch, con particolare riferimento alla inquietudine generata da un utilizzo inconsueto di elementi del reale.