Home is where the heart is

Home is where the heart is

Sentirsi a casa in un luogo sconosciuto può sembrare paradossale, poiché normalmente il termine “casa” viene inteso come sinonimo di ambiente famigliare, abitudinario, a cui siamo legati da tempo e a cui associamo ricordi della nostra vita. Ciò è vero nella maggior parte dei casi, però io credo sia possibile provare una sensazione simile anche in spazi visitati per la prima volta, o addirittura visti soltanto dall’esterno. 

Camminando per strada osservo le abitazioni ai lati di essa, e a volte mi imbatto in alcune che mi trasmettono un senso di affetto. In realtà non ne conosco nemmeno i proprietari; non riesco a spiegare con precisione il motivo che mi porta a questo, è qualcosa di istintivo, qualcosa che percepisco a pelle.

Sicuramente i miei gusti personali hanno un peso in tutto ciò, ad esempio per quanto riguarda i colori, i giardini e le architetture. Tuttavia, molto spesso questa esperienza la vivo in spazi ben lontani dal concetto di “casa”: mi riferisco ai capanni tra i campi, utilizzati come deposito per gli attrezzi agricoli e per il fieno. In realtà, essi contengono molto di più: oggetti di scarto che il proprietario non sapeva dove mettere ma che non osava buttare perché “possono sempre servire”, assi di legno consunte, “rimasugli” di arredamenti ormai fuori moda.

Ecco, in questi contesti io mi sento davvero “a casa”: abbracciata dai ritmi regolari della campagna e a mio agio tra ciò che è stato usato e poi accantonato, forse dimenticato.

 

(Progetto completo su Behance, link in bio)