christian sida

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christian
sida
Città
Torino
Nazione di nascita
italia
Provincia
Torino
Età
37
Profilo

Mi chiamo Christian Sida,

vivo e lavoro a Torino. Anno 1983.

Conseguo il Diploma di Maestro d'Arte nel 2001 presso l'Istituto Statale d'Arte A.Passoni. Nel 2002, mediante l'invio di alcuni disegni, e un colloquio a Firenze, ottengo la possibilità di iscrivermi presso la Scuola Internazionale di Comics di Firenze (con classi a numero chiuso). Frequento il I° anno di corso di specializzazione per le tecniche del fumetto conseguendone l'attestato a fine anno. 

Nel 2003 Diploma d'Arte Applicata presso l'Istituto d'Arte A.Passoni. Mi iscrivo all'Accademia ALbertina di Torino, corso di Pittura e nel Marzo 2008 conseguo la Laurea Quadriennale con una tesi su "Analisi e Fondamenti della Satira: La Critica e i suoi aspetti comunicativi" con la valutazione di 110/110. Termino il il Biennio Specialistico di Pittura discutendo una tesi dal titolo "La rappresentazione per immagini, il suo valore simbolico e le icone come strumento di comunicazione visiva e sociale", specializzazione in Critica d'arte e Metodologia del Contemporaneo laureandomi con 110/110 e lode.

 

POETICA E PERCORSO ARTISTICO

In un mondo in cui "la potenza delle immagini" è altamente invasiva, le opere proposte diventano (come del resto tutto il percorso evolutivo del mio percorso artistico) strumento di comunicazione visiva e sociale. Cercando di sottolineare il concetto di comunicazione per immagini nell'opera d'arte come analisi della situazione sociale politica e globale di un determinato periodo storico. Tutto ciò nasce dall'esigenza di una pittura figurativa più esplicita e più legata alla realtà sociale del nostro tempo, descritta per mezzo della rappresentazione delle immagini. Detto ciò, riflessioni ed osservazioni mentali scaturite da elementi del reale e dal contesto storico-sociale-globale della "società dell'immagine" si trasformano in composizioni figurative di carattere simbolico e iconico, dando luogo ad un esercizio critco-satirico tra arte e società. Al fine di creare una forma di indagine sulla realtà attuale in forma di memoria storica.

Considerata la mia passione per le citazioni, colonna portante alla mia ricerca artistica, sono tre quelle a cuoii sono più legato

Giovenale: Facit indignatio versum.

Aristofane (tratto da “I cavalieri”) Ingiuriare i mascalzoni con la satira è cosa buona,a ben vedere,significa onoare gli onesti.

G.Sartori: Se non superi, se non sorpassi e scavalchi, oggi non esisti. A rischio di non esistere io scelgo di Resistere.

Recensione a cura del Prof Willy Beck

Tra l'attività creativa di Christian Sida e la sua ricerca teorica c'è una piena coincidenza di intenti e una continua reciprocità di scambi: la seconda sostiene la prima, la quale a sua volta invera l'altra, ne realizza i presupposti nella prassi artistica e ne costituisce l'indispensabile verifica. Per lui la priorità dell'agire sociale e politico attraverso l'immagine è fondamentale. Una prassi puramente estetica sarebbe per lui vuota e fredda, quasi insensata. Attraverso i suoi lavori egli esprime una passione civile vibrante, animata da una genuina indignazione morale, che lo porta a creare immagini che aspirano a intervenire nel vivo della realtà che lo circonda e lo sollecita. Non è un caso che in uno dei suoi lavori più complessi e densi di riferimenti egli inserisca la propria stessa figura, che appare protagonista di una stupefatta scoperta della realtà che gli si para dinnanzi. Egli si raffigura infatti come un gigantesco Gulliver, che si affaccia sotto un'arcata a contemplare un universo drammatico e violento popolato di creature simboliche e quasi senza tempo, ma che rinviano al mondo nostro attuale. Le radici della sua cultura e della sua satira affondano nel terreno, ancora fecondissimo, delle avanguardie storiche del Novecento, per la grande stagione tedesca che precede, accompagna e segue la Prima Guerra Mondiale, durante la quale si sono avvicendati l'espressionismo della Bruecke, la protesta dadaista e le sue straordinarie provocazioni e sperimentazioni, e infine la forza satirica amara e ribelle della Nuova Oggettività. Ma il patrimonio di immagini da cui egli trae spunto è assai più vasto, risale a Goya e più indietro fino a Caravaggio, di volta in volta citati testualmente o personalissimamente rivisitati. Ma in fondo i pretesti contano solo fino a un certo punto. Ciò che importa, affinchè l'arte sia "un servizio universale per l'umanità", è che essa comunichi, colpisca, provochi, stimoli la mente e la sensibilità dello spettatore, la disturbi e la turbi; bisogna che essa non assecondi mai la sua vocazione alla tranquillità e alla certezza; bisogna che ne metta in discussione le opinioni più banale e scontate, ma anche le convinzioni più meditate e profonde. Solo cosi essa può aprire la porta a quella "comunicazione intersoggettiva" che è l'aspirazione fondamentale dell'artista. Charles Baudelaire sosteneva che la critica autentica dovesse essere “parziale, appassionata, politica”. Questi tre aggettivi possono agevolmente servire ad una definizione ideale dell'arte stessa, che credo Christian Sida condivida.

 

Torino, 10 marzo 2010 Willy Beck