Simona Medolago

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Simona
Medolago
Città
Milano
Nazione di nascita
Italia
Provincia
Milano
Età
35
Profilo

Simona Medolago, classe 1986, dopo la laurea in Scienze della Mediazione Linguistica conseguita presso la scuola per interpreti e traduttori Altiero Spinelli di Milano, inizia a dedicarsi al teatro frequentando il corso professionale per attori del CTA di Milano grazie al quale ottiene delle borse di studio per frequentare dei laboratori presso l’Odin Teatret (Danimarca) e il Grotowski Institute (Polonia). Dopo il diploma inizia un percorso di studi, in Italia e all’estero, con il maestro Jurij Alschitz e alcuni suoi allievi presso Akt-Zent e International Theatre Institute. Collabora in qualità di assistente alla regia con registi come Renato Sarti, Marco di Stefano e Lara Franceschetti, con la quale ha anche le sue prime esperienze in veste di attrice.

Simona si confronta per la prima volta con la scrittura di un testo teatrale in occasione del concorso Scrivere per il Teatro del 2016, dove si aggiudica il primo premio con il testo Intervallo e, dopo aver conseguito la laurea magistrale in Lingue e Letterature Europee ed Extraeuropee presso l’Università degli Studi di Milano, durante la quale ha collaborato alla traduzione di The Sparagus Garden di Richard Brome, inizia una collaborazione con il Teatro della Cooperativa e Manifattura K per la realizzazione di laboratori teatrali nelle scuole secondarie e tuttora collabora, in qualità di attrice e assistente, con l'associazione culturale Spazio Verticale, di cui fa parte attivamente.

Selezionata per partecipare al Master biennale in Contemporary Physical Performance Making presso l’Estonian Academy of Music and Theatre, a partire da luglio 2019, Simona si trasferisce a Tallinn, dove ha la possibilità di approfondire le sue competenze frequentando workshop e collaborando con compagnie provenienti da tutto il mondo tra cui: Gecko (UK), Jan Fabre’s Troubleyn (Belgio), SITI Company (USA), Tanztheater Wuppertal Pina Bausch (Germany), Complicite (UK), Rimini Protokoll (Germania), Jasmin Vardimon Company (UK), Theatre NO99 (Estonia), Butoh-Ma (Germany), Fuoco alla Paglia (Italia), Physical Lab (UK), Theatre Re (UK), Kinetic Theatre Project (Russia) e artisti indipendenti tra cui Stacy Makishi (UK), Peader Kirk (UK), Simona Gonella (Italia/UK),  Agnieszka Mendel (Poland), Janek Zórawski (Gardzienice, Poland), Michela Scolari (Italia) e Mart Kangro (Estonia).

Nell'arco di questi due anni, nonostante le restrizioni dovute alla pandemia, Simona ha la possibilità di collaborare a diverse produzioni che le permettono di confrontarsi con diversi aspetti dell'ambito artistico. Simona crea il personaggio di Maki Sené in occasione del Drag Show, Identity Cabaret (Theatre No.99, Tallinn, dicembre 2019), realizza un solo ispirato al teatro greco dal titolo A. space out of time (Von Krahl Theatre, Tallinn, febbraio 2020), partecipa alla realizzazione dello spettacolo Kuhu Minek - Where Do We Go From Here (spettacolo di 99 ore realizzato presso la Black Box dell'Estonian Academy of Music and Theatre e trasmesso in streaming da Elektron.ee, settembre 2020) e, per il progetto Vanishing Trails, realizza una audio-walk dal titolo The Invisible Tallinn che ha luogo nel centro storico della città (Tallinn, giugno 2021).

Grazie al continuo confronto con diverse pratiche teatrali e al supporto e al continuo dialogo con il corpo insegnante e gli altri studenti del corso, Simona ha la possibilità di sviluppare un approccio critico diventando un'artista autonoma e indipendente.

Simona consegue la laurea nel giugno 2021 con il progetto Suspended (Kanuti Gildi - Puhavaimu Saal, Tallinn, maggio 2021) in cui esplora il concetto di esilio come una condizione esistenziale andando oltre all’aspetto migratorio. 

La perdita di ogni punto di riferimento, l’impossibilità di tornare indietro o di trovare un luogo a cui appartenere insieme alla difficoltà di entrare in relazione con l’altro, intrappolano l’individuo in un labirinto da cui sembra essere impossibile uscire.

Prendendo come punto di partenza la propria esperienza personale, Simona crea una performance che non racconta semplicemente una storia, ma che mira a rendere questa esperienza universale e accessibile allo spettatore.