Eleonora Bona

Arti Visive
Eleonora
Bona
Città
Roma
Nazione di nascita
Italia
Provincia
Roma
Età
24
Profilo

Nata a Milano nel 1996, vive e lavora a Roma. Nel 2015 si iscrive al corso di pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, dove si diploma con lode nel 2018 proseguendo gli studi specialistici nella medesima disciplina. Nel 2020 studia per un semestre presso il dipartimento di Pittura e Arti Visive dell’Accademia di Belle Arti e Design di Bratislava.

Nel 2014, in occasione del concorso Certamen Urbis MMXVI, viene insignita del premio “Pino Cerami”. A partire dal 2015 prende parte a diverse mostre collettive sul territorio nazionale, da menzionare la partecipazione alla Tiny Biennale presso la Temple University di Roma, l’Arte mette a nudo presso l’Atelier Montez e  l’Antibiennale istituita presso il Museo di Arte Moderna Vittoria Colonna di Pescara, nonché la partecipazione al “Le Sedie Vuote”, esposizione collettiva presso il Museo della Shoah – Casina dei Vallati a Roma.

Nel 2019 collabora come Assistente nel dipartimento di Arti Visive (cattedre di Anatomia Artistica e Illustrazione Scientifica) presso l’Accademia di Belle Arti di Roma e nel medesimo anno collabora con il Museo MAXXI come mediatrice culturale presso l’installazione “Add Color” di Yoko Ono.

 

S T A T E M E N T

Nel mio lavoro rifletto sull’Uomo, attraverso l’uso di fotografie e situazioni personali che proietto al di là della sfera privata, verso una condizione universale. I soggetti delle mie opere sono individui che conosco personalmente e hanno un legame con me ma che, all’interno del dipinto divengono indefiniti e depersonalizzati. Possono essere chiunque e nessuno. Con quest’ultima scelta intendo porre l’accento su quale sia il valore del singolo individuo all’interno di un meccanismo più grande come l’universo. La singola persona su questa Terra non lascia che una traccia che può essere facilmente rimossa o ridefinita come altro. Fondamentale per me è la relazione tra tempo, memoria e luogo. 

Espressione della mia poetica è anche la tecnica pittorica che utilizzo, composta da cere e pigmenti legati tra loro, una sorta di encausto a freddo. Lavoro per sovrapposizioni di colore che vengono periodicamente ‘aggredite’ attraverso l’uso di punte metalliche,, solventi o calore. E’ mio interesse vedere come il tempo e il gesto possano comunicare con il quadro e modificarne i connotati. 

Voglio che chi osserva i miei lavori si interroghi sull’effimerità dell’individuo, delle sue memorie e della sua vita terrena. Tutto è in balia del tempo e niente è eterno, nemmeno la traccia che possiamo lasciare durante il nostro passaggio su questo pianeta.