Alexandre Casaccia
Alexandre Casaccia (n. 1991) è un compositore italiano il cui catalogo comprende musica cameristica, orchestrale, pianistica ed elettroacustica. La sua musica unisce intensità lirica, vivacità del colore strumentale e ambizione intellettuale in un linguaggio plasmato dal canto e dalla forza trasformatrice della memoria.
Cresciuto in un ambiente familiare permeato di musica, Casaccia tiene il suo primo recital pianistico all’età di sei anni e inizia a comporre durante l’adolescenza. Dopo la formazione pianistica, studia armonia, contrappunto e fuga con Paolo Arcà presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano. Si specializza successivamente in composizione presso il Conservatorio “Luca Marenzio” di Brescia con Paolo Ugoletti e Federico Biscione. Nel 2025 consegue con il massimo dei voti il diploma accademico di secondo livello in Composizione sotto la guida di Biscione. La sua tesi esamina lo sviluppo storico degli organici cameristici misti e la persistente influenza degli ideali settecenteschi sulla musica da camera contemporanea.
Casaccia è inoltre laureato in Storia e Relazioni Internazionali presso la London School of Economics. La sua formazione interdisciplinare alimenta l’interesse per la memoria musicale, la trasmissione storica e il significato culturale della forma artistica. Ha tenuto conferenze e seminari sui rapporti tra musica contemporanea e storia culturale ed è autore di From Palestrina to Bach: A Treatise on Counterpoint, oltre che di scritti di teoria, storia ed estetica musicale.
Eclettico nei gusti e nella produzione, spazia dalle composizioni elettroacustiche alla musica cameristica e orchestrale di tradizione. La sua pratica creativa si fonda sulla convinzione che il canto sia una costante antropologica e che le altezze — soprattutto nel loro dispiegarsi lineare — agiscano come principale artefice della forma musicale. In questo spirito, le sue composizioni cercano di risvegliare la forza espressiva del canto entro un universo sonoro contemporaneo, congiungendo memoria storica e innovazione sperimentale in un processo di deformazione mnemonica. La memoria opera così tanto come tema della sua musica quanto come condizione dell’ascolto, plasmando il modo in cui le relazioni musicali emergono attraverso il riconoscimento, l’attesa e il ritorno trasformato.
Tra le sue opere figurano Anatomy of Light, Op. 1, per saxofono contralto e pianoforte, pubblicato da Zecchini Editore; Shades of Light, Op. 2, scritto per Luca Marenzio Brass e registrato sotto la direzione di Federico Biscione; e Ararat, Op. 3, commissionato dal Quintetto Pentafiati. Il suo interesse per il suono registrato e il rapporto con altri media si esprime nel brano elettroacustico Wasteland, concepito per il proprio cortometraggio Cement Anxieties, e in Impending!, Op. 4, partitura orchestrale per il documentario sonoro Climate Change and Its Impact on Human Health.
Nel 2026 completa tre opere pianistiche di ampio respiro: Labyrinth, Op. 5, ciclo in tre movimenti dedicato a Riccardo Insinga; Afterlight, sonata per pianoforte n. 1, Op. 6, dedicata a Lili Ferrari; e Aspiration to Enfold All, Op. 7, commissionata da Carlo Prampolini, comprendente trentadue preludi in due libri e un postludio conclusivo. Unendo musica di nuova composizione a materiali ampiamente rielaborati le cui origini documentate risalgono al 2017, queste opere segnano il culmine di un periodo formativo del suo percorso compositivo.
La musica di Casaccia ha suscitato commissioni ed esecuzioni da parte di una cerchia sempre più ampia di interpreti affermati, tra cui Alessio Brontesi (trombone), Angelo Cavallo (tromba), Francesca Fantini (saxofono), Carlo Prampolini, Claudio Sanna e Alessandro Zanotti (pianoforte), e di ensemble quali Luca Marenzio Brass e Quintetto Pentafiati. Le sue opere sono state eseguite anche sotto la direzione di Federico Biscione e Leonardo Perico. Accanto alle riprese concertistiche, alle registrazioni in studio e alla pubblicazione presso Zecchini Editore, queste relazioni artistiche segnano l’affermarsi di un compositore la cui voce lirica si accompagna ad ambizione intellettuale e rigore artigianale.
Alexandre Casaccia (b. 1991) is an Italian composer whose catalogue encompasses chamber, orchestral, piano and electroacoustic music. His work brings lyrical intensity, vivid instrumental colour and intellectual ambition to a musical language shaped by song and the transforming force of memory.
Raised in a musical family, Casaccia gave his first piano recital at the age of six and began composing during his teenage years. Following his training as a pianist, he studied harmony, counterpoint and fugue with Paolo Arcà at the “Giuseppe Verdi” Conservatory in Milan. He subsequently specialised in composition at the “Luca Marenzio” Conservatory in Brescia with Paolo Ugoletti and Federico Biscione. In 2025, he completed his Master of Music in Composition with the highest mark under Biscione’s supervision. His thesis examined the historical development of mixed chamber ensembles and the continuing influence of eighteenth-century ideals on contemporary chamber music.
Casaccia also holds a degree in History and International Relations from the London School of Economics. His interdisciplinary background informs his interest in musical memory, historical transmission and the cultural significance of artistic form. He has delivered lectures and seminars on the relationship between contemporary music and cultural history and is the author of From Palestrina to Bach: A Treatise on Counterpoint, alongside writings on music theory, history and aesthetics.
Eclectic in both taste and output, his work ranges from electroacoustic compositions to traditional chamber and orchestral music. His creative practice is grounded in the belief that song is an anthropological constant, and that pitch—especially in its linear unfolding—acts as the primary architect of musical form. In this spirit, his compositions seek to reawaken the expressive power of song within a contemporary sound world, bridging historical memory with experimental innovation in a process of mnemonic deformation. Memory thus functions both as a subject of his music and as a condition of listening, shaping how musical relationships emerge through recognition, expectation and altered return.
His works include Anatomy of Light, Op. 1, for alto saxophone and piano, published by Zecchini Editore; Shades of Light, Op. 2, written for Luca Marenzio Brass and recorded under Federico Biscione; and Ararat, Op. 3, commissioned by Quintetto Pentafiati. His engagement with recorded sound and other media encompasses the electroacoustic Wasteland, conceived for his short film Cement Anxieties, and Impending!, Op. 4, an orchestral score for the audio documentary Climate Change and Its Impact on Human Health.
In 2026, he completed three large-scale piano works: Labyrinth, Op. 5, a three-movement cycle dedicated to Riccardo Insinga; Afterlight, piano sonata No. 1, Op. 6, dedicated to Lili Ferrari; and Aspiration to Enfold All, Op. 7, commissioned by Carlo Prampolini, comprising thirty-two preludes in two books and a concluding postlude. Combining newly composed music with extensively reworked materials whose documented origins reach back to 2017, these works mark the culmination of a formative period in his compositional development.
Casaccia’s music has attracted commissions and performances from an expanding circle of accomplished interpreters, including Alessio Brontesi (trombone), Angelo Cavallo (trumpet), Francesca Fantini (saxophone), Carlo Prampolini, Claudio Sanna and Alessandro Zanotti (piano), and ensembles such as Luca Marenzio Brass and Quintetto Pentafiati. His works have also been performed under the baton of Federico Biscione and Leonardo Perico. Together with repeat performances of his works, studio recordings and publication by Zecchini Editore, these artistic relationships mark the emergence of a composer whose lyrical voice is matched by intellectual ambition and exacting craft.