Chiara Ferlito

Arte Pubblica
Arti Visive
Teatro
Chiara
Ferlito
Città
Roma
Nazione di nascita
italia
Provincia
Roma
Età
29
Profilo

Chiara Ferlito è attrice, autrice e artista multidisciplinare. Il suo lavoro nasce all'incrocio tra teatro, scrittura poetica, illustrazione e creazione condivisa con le comunità, e si muove liberamente tra Roma e Strasburgo, le due città tra cui divide la vita, passando dall'italiano al francese all'inglese con la stessa naturalezza con cui attraversa i linguaggi artistici. Si è formata con due lauree magistrali, in Teatro e Danza e in Storia dell'Arte, e ha continuato a costruire il proprio corpo scenico tra l'Accademia Padiglione Ludwig di Roma e l'Académie de Théâtre Physique di Strasburgo.

C'è un filo che attraversa tutto il suo lavoro, ed è l'ascolto: raccogliere voci, gesti, storie che rischiano di andare perse, e restituirle attraverso la scena. È da qui che nasce Racont'art, la metodologia a cui torna continuamente, un modo di trasformare i racconti orali di una comunità in poesia, immagine e performance, portato avanti in Italia e all'estero, fino a una tappa a Montréal sostenuta dal bando Movin'Up Spettacolo.

Lo stesso sguardo attento alla parola delle donne, spesso dimenticata dai canoni, guida Vent Rouge, il lavoro che porta avanti insieme alla danzatrice Giovanna Zanchetta, con Afra Pieri alla musica, e che è stato presentato in forma di studio al festival Transit, in Danimarca, nel 2026. 

Al fianco di questi progetti collettivi, Chiara porta avanti un percorso più intimo fatto di assoli: Elena Helen, dedicato alla pittrice Helen Frankenthaler, con cui ha vinto il premio Portrait on Stage; Maintenance d'une femme seule, un teatro-poesia in cui una donna ripara oggetti rotti mentre la parola accompagna una riflessione sulla cura e la memoria femminile; e una serie di assoli comico-fisici vicini al linguaggio del nuovo circo, nati dal suo amore per differenti artiste.

È  autrice di XY, scritto insieme a Matteo D'Incoronato con la compagnia Senza Titolo. Ogni progetto, che si tratti di un assolo o di un lavoro corale, nasce dallo stesso bisogno: dare corpo e voce a memorie che altrimenti resterebbero silenziose.