Stefano Ferrari
La mia ricerca persegue la fascinazione per forme di vita non umane e l’entomologia come catarsi dell’impatto antropico. Con un approccio multidisciplinare, mostro luoghi possibili di ascolto e di connessione, invitando ad assistere ad un momento magico in cui l’artificio si pone come sostituto della presenza umana. Il dispositivo è quindi un mediatore, non pacifico, bensì bellico, ed attua una prorompente riappropriazione dello spazio, riconsiderando il legame transpecie. Fluido. Diventa quindi possibile allargare i mille piani di considerazione estetica.