Il corpo nell'era digitale
Il corpo nell'era digitale
L’opera eleva la cartapesta a dispositivo di indagine sociologica, trasformando un cappotto vuoto in un esoscheletro della memoria. In questa posa sospesa, l'abito non è più un simbolo di status, ma la testimonianza della dematerializzazione dell’io. Il vuoto che lo abita non rappresenta una mancanza, bensì la nuova forma del corpo contemporaneo: un’entità plastica che abbandona la presenza fisica per trasferirsi altrove, nei flussi binari della rete. Ciò che resta è un guscio tangibile, traccia poetica di un'esistenza ormai migrata nella dimensione digitale.