40° 48’ Nord e 14° 30’ 00’ Est La forma di un fatto urbano.
40° 48’ Nord e 14° 30’ 00’ Est La forma di un fatto urbano.
Terracotta e pietre laviche, 2026 130 x 110 x 4cm
L’opera si configura come la forma di un fatto urbano: un gesto minimo contro la scomparsa. In un tratto del Parco Nazionale del Vesuvio, segnato dalla presenza dei sanpietrini, forma urbanistica che rappresenta non solo un suolo vastissimo, ma anche un ecosistema sociale ed economico di un luogo.
La superficie viene prelevata nel momento della sua progressiva dissoluzione. L’impronta viene raccolta e trascritta attraverso una materia altra, in un passaggio continuo tra perdita e permanenza.
Ricomposta in moduli e installata a parete, la superficie perde la sua funzione originaria e si trasforma in immagine, ciò che era destinato al calpestio diventa visione.
In dialogo con Aldo Rossi, la città viene intesa come deposito di memorie persistenti, un insieme di frammenti che resistono all’oblio. In questa prospettiva, il lavoro si pone come un tentativo di trattenere l’impronta prima della sua scomparsa, una mappa sensibile di ciò che resta e di ciò che inevitabilmente si perde, un archivio fragile che prova a trasformare la rovina in presenza.