Nuvole

Nuvole

Le nuvole non hanno una forma fissa e cambiano e svaniscono con il tempo. Ecco perché ho scelto le nuvole come cornice. L’ideale utopico dell’attesa e del culto, che inevitabilmente si trasforma e svanisce, ma rinasce di nuovo seguendo il ciclo naturale, è il gesto che la nostra stessa vita, la nostra civiltà e il nostro sviluppo mostrano. Mutevole e imprevedibile, rinasce. Il mondo visivo si è evoluto al punto che la nostra realtà è gradualmente sostituita da immagini che presentano un modo di vivere frammentato. Questi frammenti, che rappresentano tracce della nostra vita e del nostro tempo, sono presentati da me secondo la rappresentazione visiva delle nuvole, che si coalizzano in aggregati organici e mutevoli di memoria, formando nuvole di memoria con diverse tendenze cromatiche. Queste nuvole formano l’intero paesaggio della nostra vita: i colori artificiali degli artefatti costituiscono il dominio visivo dell’ordine di vita contemporaneo.Per ogni nuvola ho creato moduli sensoriali e sonori separati. Per ogni nuvola ho creato moduli sensoriali e sonori separati. Per rendere lo spazio del suono stratificato, come ha detto lo storico della cultura francese Alain Corbin: “Dare un ordine al suono significa dimostrare il dominio dello spazio in cui la squadra può ascoltarlo”.

Materiali utilizzati: cartone, pistola a caldo, colla stick a caldo, carta da pacchi di vari colori, filo di ferro; modulo sonoro (modulo sensore a infrarossi, suono, scheda di controllo arduino, breadboard, filo dupont, interruttore a batteria).