Chiara Geraci
Giochi di luce su superfici brillanti ed eteree, sapori di storia opacizzati alla vista, da vetri impolverati. Oggetti incustoditi in vetrine stracolme di realtà miniaturizzate. Stralci di racconti ipotetici, stravolti dalla luce bianca di un neon. Figure ammassate e riflessi surreali, si raccontano e si interrogano dal basso ed incidono nelle menti immagini immobili e mai viste. I miei soggetti fotografici non sono solamente sfocati, ma "spostati": gli oggetti non sono più i protagonisti della scena, ma figure consumate a metà. Viste da una prospettiva non considerata, confuse tra i riflessi iridescenti e deformati di pezzi di realtà impressi sui vetri, divenuti personaggi principali. Si nutrono di luci ed ingurgitano nuove essenze racchiuse nella mente. Spazi di cui le individualità, sospinte o dal desiderio frenetico di consumare o di accelerare le operazioni quotidiane, non si accorgono più. In questo momento della storia in cui siamo sopraffatti dai luoghi, dalle facilitazioni della vita, siamo sempre più incapaci di Vedere e Guardare proiezioni e prospettive differenti da quelle imposte dalla società. Ecco da cosa nasce la mia ricerca. Una ricerca di realtà quasi surreali, illusorie, quasi desertiche, che riescono a deformare la propria immagine quando si riflettono, assumendo nuove forme, creando nuovi paesaggi,nuovi oggetti quasi indefinibili ma reali.Infine esprimo ciò che mi sfugge, tramite la fotografia, attraverso la pittura, o viceversa.