Damiana Leone
Damiana Leone, studia fin da piccola musica e canto, per poi passare alla musica etnica e jazz e quindi alla recitazione. Nel canto studia la tecnica lirica, il canto antico, medievale e barocco, la tradizione mediorientale, sufi, iraniana, i canti dei balcani e del mediterraneo, la tradizione ebraica e il fado portoghese. Si laurea in Lettere presso la “Sapienza” di Roma, nel 2005 si diploma attrice presso la scuola CRESCO (Roma) diretta da Giuseppe Argirò, e nel 2007 all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” con il Master “Il Teatro e la Musica” presso il Teatro Stabile di Toscana con il maestro J. Sanchis Sinisterra. Lavora come attrice, cantante, pedagoga in Italia e all’estero, e negli ultimi anni anche come regista e drammaturga della compagnia da lei fondata Errare Persona. Ha studiato con: Giuseppe Argirò. Marina Zanchi, Tiberia De Matteis, J. Sanchis Sinisterra, Lorenzo Salveti, continuando con: Living Theatre, Yves Le Bretone e Lindsey Kemp, Germana Giannini, Emanuela Giordano, Teatro delle Albe, “Teatro Potlach”, Francesco Gigliotti, Emma Dante e Anton Milenin. Per la regia Teatrale e la drammaturgia con: Vincenzo Cerami, Valere Novarina, Lorenza Codignola, Paolo Magelli. Inoltre ha lavorato con. J. Sanchis Sinisterra, V. Novarina, Roberto Herlitzka, Paola Gassman, Giuseppe Pambieri, Luciano Virgilio, Edoardo Siravo, E. Sanguineti. Giuseppe Argirò, Gianni Perilli. Ha vinto il Festival “Chimere” nel 2010 di Amnesty International per la drammaturgia e regia dello spettacolo “Ninetta e le altre – le Marocchinate del ‘44”. Nel 2011 ottiene la menzione speciale presso il festival “Teatri del sacro” con lo spettacolo “Santissima Mia”. Collabora inoltre, nel 2005, con la cattedra di Storia del Teatro della Facoltà di Lettere e Filosofia de l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Con la sua compagnia promuove il progetto di teatro Civile "racconta la guerra" incentrato sullo stupro di guerra. Nel 2013 entra nel gruppo di drammaturghi della biennal di Venezia diretto dal Dramaturg F. Borchmeyer.