La Finestra

La Finestra

La storia si sviluppa all’interno di una casa isolata, circondata da un fitto bosco, dove vent’anni prima si è consumato un terribile omicidio: il segreto è rimasto sepolto nella memoria shoccata e dilaniata della figlia del proprietario della casa, Laura, che vide morire sua madre e che da quel momento non ricorda più nulla. La ragazza vive da allora chiusa a chiave nella sua stanza, costretta in questa prigionia dal padre, e da tutti creduta pazza. L’unico a farle visita è un giovane medico ignaro di ogni cosa ma desideroso di svelare il segreto, una sorta di occhio esterno pulito e giusto. La vicenda prende avvio con l’improvvisa notizia della morte dell’amica di Laura, Emma, barbaramente uccisa; ciò rievoca senza scampo i fatti di sangue e i fantasmi del passato e la mente di Laura subisce un altro trauma: i ricordi prendono a riaffiorare, confusi, angoscianti, e via via che essi si fanno più chiari, anche l’odio verso il padre carceriere cresce con risvolti inquietanti, fino alla scena finale, che svelerà l’antico mistero. La finestra diventa l’unico spiraglio di Laura verso il mondo e verso la libertà di essere finalmente donna, cosa in cui è impedita dal padre e dalle mura della sua casa-prigione. E’ ai piedi della finestra che Laura-bambina vide la madre morta, è attraverso la finestra che Laura-donna parla con una fantomatica assassina, ed è lì che si risolverà alla fine il difficile rapporto tra padre e figlia, con un esito del tutto imprevisto. L’idea di questo testo è nata per caso un anno fa, dopo la lettura del romanzo di Le Fanu, Carmilla. In quel momento avevo in testa di scrivere qualche pagina sulla difficile e talora violenta relazione tra genitori e figli e sulla loro reciproca incapacità di ascolto, in una realtà in cui i primi hanno troppa paura e i secondi ne hanno troppo poca. La vicenda ha assunto una vita propria, completamente autonoma dall’originale, di cui ho conservato l’ambientazione, accrescendone il carattere magico e surreale; il tema del vampiro che aggredisce e uccide si riconosce ancora nella presenza dell’assassina, personaggio invisibile eppure importantissimo nell’evolversi della storia. Nella metamorfosi nuovi personaggi, veri o immaginari, vivi o finti, si confondono con la realtà delineando un mistero dai numerosi colpi di scena, che conducono piano verso una non-soluzione finale di grande intensità emotiva. Con questo lavoro, ho voluto dare parole a una lotta che è prima di tutto interiore, combattuta da un genitore duro e inflessibile con una figlia che egli ama e odia allo stesso tempo, ricambiato con altrettanti sentimenti di ambiguità. Le tinte che ho scelto per il linguaggio e le immagini narrative sono quelle del chiaro scuro quasi patologico, del colpo di scena e di un retrogusto surreale, elegante ma imprevedibile, che accarezza per la sua dimensione onirica e fiabesca, ma sconcerta poi con gli attacchi al convenzionale.