DENTRO L'INCUBO, OLTRE IL BUIO

DENTRO L'INCUBO, OLTRE IL BUIO

SCHEDA LIBRO: DENTRO L'INCUBO, OLTRE IL BUIO

 

AutorE: Valerio Zezur, Collaboratore: Mirko Giacomin

Genere: Memoir / Narrativa Autobiografica / Formazione

Temi Chiave: Resilienza, Adozione, Identità, Arte come terapia, Sopravvivenza.

"Ci sono storie che non si raccontano per vendere, ma per sopravvivere." Valerio non nasce, sopravvive. La sua storia inizia nel grigio metallico di una Kiev post-sovietica, dove l'infanzia è un lusso che nessuno può permettersi. Tra la fame che scava lo stomaco "come un verme", un padre che è uno spettro alcolico e una madre biologica che impone il ricordo come una condanna, Valerio finisce nel sistema brutale dell'orfanotrofio Maliatko . Qui, tra docce gelate e gerarchie violente, impara la sua prima lezione: l'invisibilità è l'unica armatura possibile. La svolta arriva con una parola che suona come una promessa impossibile: Italia . Attraverso la lotteria dei "viaggi della speranza", Valerio atterra in un mondo che brilla di luce e abbondanza, dove Sonia e Salvatore, due estranei che chiedono di essere chiamati "mamma" e "papà", gli offrono una via di fuga. Ma l'adozione non è una fiaba a lieto fine; è uno strappo. Valerio si ritrova diviso a metà: da una parte la gratitudine per il "figlio salvato", dall'altra il senso di colpa per il fratello lasciato indietro e per un sangue che non riesce a rinnegare. L'adolescenza esplode come una frattura. Sentendosi "diverso" in ogni fibra — per la sua storia, per una sessualità che fatica a decifrare e che vive con terrore religioso — Valerio rompe gli argini. La fuga dalla famiglia adottiva lo porta tra le braccia di Marco (nome di fantasia), una figura carismatica e ambigua che gli offre rifugio e tutela legale. Inizia così una "doppia vita": quella pubblica del ragazzo fortunato che ha avuto una seconda occasione, e quella privata, fatta di silenzi, debiti emotivi non richiesti e una dipendenza psicologica che diventa una nuova gabbia dorata. Una casa che, come lui stesso ammette, è "un quadro perfetto steso sopra una crepa". Sarà proprio il crollo di questa illusione a costringerlo a guardarsi dentro. Quando le fondamenta tremano, Valerio scopre che la sua voce non risiede nella gola, ormai abituata a mentire per compiacere gli assistenti sociali, ma nelle mani. L'arte diventa l'unico territorio franco, il luogo dove il dolore si fa materia e la ferita diventa segno. Dentro l'incubo, oltre il buio non è solo il racconto di un'adozione difficile o di un passato traumatico. È un viaggio "nella carne di ciò che è accaduto", una discesa negli inferi della propria identità per risalire, non integri, ma finalmente veri. È la testimonianza potente di chi ha trasformato le cicatrici in capolavori, dimostrando che anche quando si tocca il fondo, si può scegliere di non restarci.