Scoprire il vuoto

Scoprire il vuoto

  "Scoprire il vuoto" è stato dipinto con l'utilizzo di una spugna e colori a olio, su tela. Ed è nato per il concorso indetto dal centro Tian Qi (MI), perché completamente ispirato alla concezione di vuoto che ho tentato di elaborare e che spero di riuscire a spiegare nelle prossime righe.  Il vuoto per confronto. È difficile la concezione di vuoto in sé, potremmo prendere una scatola, chiuderla e sapere che dentro c'è il vuoto, o uno dei tanti vuoti possibili. Ma sapere e conoscere sono due fattori completamente differenti. Questa scatola sarebbe l'oggetto da rimirare, senza che ci mostri cosa trattiene. E noi potremmo solo percepire da lontano qualcosa che non è descrivibile, perché intoccabile coi nostri cinque sensi. Ma questo vuoto, in realtà, può essere concepito. Proprio per confronto. Se noi fossimo la scatola - e almeno una volta nella vita lo siamo stati, siamo stati qualcosa da riempire, siamo stati riempiti -, potremmo sentire questo vuoto. Forse analizzarlo, forse mascherarlo, schermarlo, probabilmente proveremmo a riempirlo. Sentire che ci manca qualcosa - capiamo che qualcosa manca, quando capiamo che qualcosa c'è stato, che qualcosa c'è -, corrisponde a una sensazione di nero dentro una scatola: come se il vuoto si nascondesse e nel tempo stesso nascondesse qualcosa. È come vedere un puzzle incompleto da due punti di vista: il pezzo manca a noi, o noi manchiamo come pezzo. Da qui la creazione del mio dipinto: ho utilizzato il colore nero, fino a ricavare dalla tela la figura di una ballerina sfocata. Che non ha volto, non si conosce. Che danza, fluttua sulla tela come un pensiero. È stata trovata dalla tempera è quello spazio bianco che si è "salvato" dallo scuro. Non è sovrapposta. Lei è lì, è dentro il vuoto e definisce il vuoto: ha contorni definiti, si distingue. Illumina la tela per scoprire cos'altro può esserci di nascosto, per riempire il restante spazio. Quindi è questo che ho voluto dare: il vuoto per confronto, il vuoto che ci appartiene in quanto lo riconosciamo rispetto a ciò che non é "nero".