Specchiati al buio

Specchiati al buio

Un confronto con noi stessi, senza scampo. Nove "sigilli", uno per ogni poesia scritta, alcune contenute nella silloge ancora inedita "Lungo la strada". Il decimo è ciò che ancora di noi non sappiamo, ciò che fatichiamo a sapere e a scrivere. Ecco di seguito la prima.

 

INVIDIA

 

Di porpora rossa e bugie

fu immacolato lo specchio,

rigato da lacrime e punte a spillo.

Acide, si rivolgevano i riflessi.

 

Spazzola i capelli, spazzolali bene.

Manda via il sapore,

manda via l’odore.

Spazzola le vene, spazzolale bene.

Manda via il sapore,

manda via l’odore.

 

E a mangiarsi le unghie

non si rimediò niente;

Sole e Luna bruciavano il pensiero.

Al buio aveva il tempo di vedersi troppo bene.

 

Spazzola i capelli, spazzolali bene.

Manda via la sua pelle,

manda via le tue balle.

Spazzola le vene, spazzolale bene.

Manda via la sua pelle,

manda via le tue balle.

 

Calata la frangia,

mentre gli occhi,

pur sempre blu,

masticano i suoi.

Lucenti.

Spazzola i capelli, spazzolali bene.

Vermigli i riflessi dei capelli.

Spazzola le vene, spazzolale bene.

Vermiglia la goccia sul tappeto.

 

Di sorrisi accennati

sono i tuoi specchi,

rigati di pallide imitazioni.

Acide, si rivolgono i riflessi.

 

Spazzola i capelli, spazzolali bene.

Manda via i suoi gesti,

manda via i tuoi perché mentiresti.

Spazzola le vene, spazzolale bene.

Manda via i suoi gesti,

manda via i tuoi perché mentiresti.

 

E se ad alzare un pallone

ci vuole classe,

allora tu non ne hai.

Al buio aveva il tempo di vedersi troppo bene.

 

Spazzola i capelli, spazzolali bene.

Manda via e non insistere,

manda via perché stai per perdere.

Spazzola le vene, spazzolale bene.

Manda via e non insistere,

manda via perché stai per perdere.