Elvira Biatta

Elvira Biatta

  • ARTI VISIVE
  • FOTOGRAFIA
  • INSTALLAZIONI
  • PITTURA

Nato a: Parma

Vive a: enzano di sorbolo - Parma

Età: 38

Biografia

…Il primo ricordo…Il mio primo ricordo è l’immagine di me che riempio di disegni la cucina di casa, una grande cucina di formica bianca; avevo tre anni e i pennarelli rappresentavano il mio primo strumento di comunicazione…e oggi, sono ripartita proprio da lì.

Biografia completa
L’uso del pennarello su vaste superfici mi permette di riprendere in mano quella percezione “essenziale” unica dell’infanzia, creando continui paradossi e ossimori formali , in cui il segno si fa portavoce di

Complessi concetti subcoscienti atto a creare un minimalismo baroccheggiante della mente. Ho attraversato diverse fasi, soprattutto per quello che concerne la “pittura” e ho sempre sentito forte l’esigenza di creare un nuovo linguaggio, una nuova figurazione, qualcosa di originale, sfidando quel limite imposto dalla bidimensione; procedendo a ritroso mi sono riappropriata di quel segno

Sepolto nel mio subconscio; ciò che ho trovato è un “INFRASEGNO” , parafrasando Georges Perec con L’infraordinario e il suo “rumore di fondo” del vivere quotidiano, l’infrasegno è il segno di fondo di ciò che generalmente percepisco del vivere quotidiano, uno sguardo che scaturisce da un interno recondito che fa da sottofondo all’esistenza; è appunto quel “sottofondo” che mi affascina. Importante è diventato per me anche l’uso di mescolare diverse tecniche: frammenti, collage, oggetti, fotografia, si incrociano per portare ad una diversa riflessione legata alla tradizione pittorica. La mia ricerca è fortemente influenzata dagli studi sull’alchimia compiuti da C. G. Jung e da innumerevoli trattati filosofici (importanti per me “storia dell’erotismo” e “L’anus solaire” di G . Bataille, ma anche Kant, Heidegger, Cioran, Foucault…) sull’ “ESSERE” e lo spazio, tra il rapporto tra corpo e spazio; punto focale della mia ricerca è l’UOMO in tutte le sue manifestazioni, una ricerca che vuole anche portare l’essere ad una nuova forma di consapevolezza (questo anche attraverso le performance). I temi e le immagini forti che affiorano dai miei lavori non hanno lo scopo di provocare o scioccare, sono semplicemente la conseguente esplicazione di ciò che alberga nell’essere umano: l’eros , il sesso, la malattia, la morte, il crimine , le perversioni, le eccezioni, la quotidianità, i limiti, le paure, i condizionamenti…L’arte ha un grande compito oggi, portare lo sguardo verso un EGO CONDIVISO, non c’è più bisogno di ribadire l’ unicità  e l’individualità  dell’artista; credo invece che l’arduo compito sia quello di comunicare attraverso un egoismo illuminato.