Mattia Morelli

Mattia Morelli

Mattia Morelli

  • ARTI VISIVE
  • FOTOGRAFIA
  • INSTALLAZIONI

Vive a: Roma - Roma

Età: 31

Sito internet: http://www.mattiamorelli.com

Biografia

Mattia Morelli (Bari, 1985) soon begins his movements all around Italy with his family, starting from Lecce, going to Roma and finally getting in Torino, where he completes his classical studies (High School "Cavour") and enters the Accademia Albertina.

Biografia completa
Two years later he is in Bologna, where he gets his degree in Painting and specialization in Photography. His artistic training goes on in his working in the studio Nino Migliori.

EXHIBITIONS:

2017
"HERE" at Cavallerizza Reale in Turin.
“Premio Arte C. Farioli” in Busto Arsizio (VA).
“Frammenti d’amore” by Eudaimonia Event at Domus Romana in Rome.
“Il Cadavere Squisito 16” by Virginia Zeqireya at TAG in Rome.
“Ensemble” by Chapeau Art at Lab 174 in Rome.
“La Fragile Bellezza” by Anna Cochetti at MUDITAC/Majorana in Rome.

2016
"Tiny Biennale" by Susan Moore at "Temple University" in Rome.
"Il Mostro #3" by di Luciano Corvaglia at "Tevere Art Gallery" in Rome.
"Art Tag + The Darkroom Project 6" in Muro Leccese (Le).
"Microcosmiche Affabulazioni" by Anna Cochetti, Studio Ricerca e Documentazione di Via Poerio 16/B in Rome.

2014
"Biennale delle Arti Città di Molinella" (Bo).

2012
"Biennale dei Giovani Fotografi Italiani" in Bibbiena (Ar).
"Musei, bambole e altre storie" by Walter Guadagnini at "Spazio Labò" in Bologna.
"Biennale delle Chiese Laiche" by B. Bandini, B. Buscaroli, S. Costa, R. Giovannini in Ravenna.

2011
"Polaroiders@ArtefieraOFF" by Alice Zannoni in Bologna.
"Nouvelle Vague 4" by Bruno Bandini in Russi (Ra).
"Dodici idee di fotografia" at "Casa della fotografia" in Bologna.

As photographer he cooperates for three years with "Festival d'arte contemporanea di Faenza" and, starting in January 2012, with the "Artribune" magazine.
In summer 2012 he is shortlisted for the project "Artist in residence", by the artist Luca Andreoni at the park of Mont Avic in Valle d'Aosta. Then he supplies with several photos in the "Frontier" project, by Claudio Musso and Fabiola Naldi in Bologna.
From January 2014 he starts his contribute to "American Accademy" in Roma.
In April 2014 he commits himself, as photographer and assistant, in the organization of the festival "Un Paese. Raccontare il presente italiano" by Christian Caliandro in Bagnacavallo (Ra).
In July 2014 he participates in the festival of "Cinema del Reale" by Paolo Pisanelli in Specchia (Le).
In March 2015 he photographs the Silverware of Chiesa del Gesù in Rome.
From January 2017 he works as the photographer of "PULSIONI - un archivio di mani" with Sara Giordano (curatorship) and Loredana Calvet (art direction).

 

 

Da sempre la mia ricerca fotografica verte inevitabilmente sul rapporto uomo-paesaggio ed ogni lavoro cerca di far affidamento su due elementi principali: studi empirici da una parte e capacità immaginifica dall’altra.

 

Ogni territorio in cui l’uomo agisce inevitabilmente diventa artificiale.

Terre spoglie vengono viste come territori di conquista su cui poter affermare principalmente la propria potenza economica e politica (riqualificazione periferie, edilizia pubblica ed edilizia privata, campagne elettorali abusive sono solo alcuni degli esempi possibili). Guardare il paesaggio sotto forma di particolare o di veduta significa sentirsi parte ed in stretto contatto con un più grande insieme di simboli.

 

Quanto la natura fa da protagonista o da comparsa nell’ambiente urbano?

Siepi, parchi, giardini, fioriere, vasi, aiuole, viali alberati, arredi e addobbi floreali vari in che proporzioni sono presenti nelle nostre città?

In che rapporto sono uomo e natura? Il potere della natura è stato consegnato all’uomo, oppure è stato assoggettato dall’uomo?

Si assiste ad insediamenti umani sempre più asfittici ed asfissianti; l’horror vacui viene colmato a favore del grigio cemento.

L’uomo è ancora capace di rapportarsi con un paesaggio primordiale e selvaggio?

Grazie alla tecnologia ed agli studi sempre più approfonditi si controlla e si domina la natura, fregandosene delle leggi della terra, i cui spazi, modi e tempi in realtà sono ben distanti dalle leggi umane: ma soprattutto indifferenti. Quali sono oggi i limiti/confini?

Siamo portati sempre più ad un’inesorabile occupazione ed invadenza antropologica del suolo (e non solo).

 

C’è una progressiva assuefazione. Le bruttezze (impossibile non pensare anche alle “grandi incompiute”) rischiano di divenire piacevoli. Per evitare ciò bisogna cooperare e coinvolgere varie figure: fotografi, architetti, urbanisti, antropologi, sociologi, geologi, storici, geografi devono lavorare l’uno affianco all’altro per il medesimo scopo avendo come filosofia d’azione un impegno civile ed una coscienza comune che salvaguardino il territorio ed il prossimo.

Il ruolo del fotografo, all’interno della rivoluzione digitale che rende tutto è più automatico ed intuitivo e per questo accessibile e realizzabile, è così fondamentale per quanto riguarda la corrispondenza tra l’immagine scattata e la testimonianza che essa apporta nella memoria collettiva, aprendo così un dibattito, ampio ed ostico, circa la credibilità fotografica del prodotto, senza mai dimenticare però che esistono molte versioni di una stessa situazione. Le fotografie restituiscono verità valide solo per una minima parte di quello che appaiono; il fotografo fornisce solamente la propria interpretazione.

Talvolta c’è la necessità di riproporre l’imitazione di mondi immaginari, ottenendo una nuova realtà, così da lasciare il fruitore nel mondo della possibilità e dell’incertezza.

 

Ogni volta l’elaborato finale, oltre la vista, dovrebbe coinvolgere tutt’e cinque sensi, innescare una rete fittissima di collegamenti ed emozioni, talvolta non comprensibili in modo chiaro e netto.

Lo scopo è inquietare e turbare, ma al contempo rasserenare e rassicurare attraverso la fascinazione e l’attrazione in chi guarda. Il singolo deve riuscire a sentirsi parte integrante del tutto, il microcosmo quotidiano viene proiettato in un macrocosmo atemporale: piccole rivelazioni portano a grandi conquiste.

 

 

 

www.mattiamorelli.com