Fabio Roncato

PARTITO
art_vis
performance
Maastricht - Netherlands
01/09/2016 - 30/10/2016

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Il Progetto

Il lavoro nasce come un concerto per due percussioni e si genera come un’indagine sull’estetica musicale militaresca e il suo potenziale narrativo ed evocativo. L’obiettivo è la realizzazione di una composizione che non si riferisca a nessuna nazione nello specifico, ma che, diversamente, le includa tutte, trasformando la retorica della celebrazione in un immersione acustica, un paesaggio sonoro rituale che la battaglia la precede e la descrive senza volerla tributare.

ENTE OSPITANTE

La Jan van Eyck Academie DI Maastricht è un istituto post-universitario per la ricerca e la produzione nel campo dell’arte, del design e della critica, con sede a Maastricht, Paesi Bassi. L’accademia è stata fondata nel 1948 e prende il nome dal pittore Jan van Eyck. Il progetto di residenze prevede l’assegnazione di uno studio per 39 studenti provenienti da Paesi di tutto il mondo presso i locali di Jekerkwartier. 

L'intervista

di Michele Prencipe

(Ri)scoprire il potere evocativo e rituale della musica militaresca: da dove nasce quest’esigenza?

Questo lavoro nasce come un concerto per due percussioni e si genera come un’indagine sull'estetica musicale militaresca e il suo potenziale narrativo e immersivo.
La realizzazione di Asini di guerra segue due ricerche complementari: una scultorea e artigianale, volta soprattutto alla costruzione delle percussioni e alla lavorazione delle pelli, e una concertistica.
Questa si sviluppa attraverso la scrittura e la capacità interpretativa dei musicisti che, attraverso un dialogo sonoro, lavorano sulle proprietà dei tamburi storici e la loro capacità di rievocare un paesaggio in guerra, attraverso quel linguaggio retorico proprio delle celebrazioni militari.

La tua ricerca estetica ti condurrà a Maastricht, presso la Jan van Eyck Academie: come hai scelto questa destinazione?

È una residenza che mi dà l'opportunità di sviluppare la mia ricerca in maniera completa, sia per la presenza di laboratori, sia per la presenza di tecnici che seguono costantemente il tuo lavoro.



A cosa porterà questo lavoro di ricerca? Avrai qualcuno al tuo fianco durante la sua realizzazione?

Il compositore e artista Francesco Venturi e l'artigiano Stefano Principini sono parte strutturale di questo progetto. Essendo un artista visivo, accolgo nel mio lavoro delle soluzioni estetiche (sia sonore che visive) e cerco di reimpostarle secondo la mia pratica artistica. È un esperimento che mi ha messo per la prima volta nella condizione di collaborare con altre personalità e altri modi di pensare. È stato complesso, ma in definitiva è un’esperienza che ha ancora molte potenzialità.

Il Resoconto

di Michele Prencipe

Come si è svolta la tua residenza presso la Jan van Eyck Academie? 

La residenza è ancora in corso e sta procedendo molto bene: l'opportunità di lavorare a stretto contatto con artisti e advisors molto preparati è stimolante e impegnativa. Un aspetto del mio lavoro che è sempre mancato è la condivisione di spazi e di idee con altre sensibilità apparentemente diversissime dalle quali nascono lentamente delle corrispondenze interessanti. All'inizio, infatti, è stato complesso perché, di solito, tendo a isolarmi quando lavoro. La necessità di giungere a una sintesi in tempi brevi, in termini di tempo lavorativo disponibile e di economia di linguaggio, mi hanno aiutato molto e mi aiutano a sviluppare maggiormente il dato concreto: i risultati cominciano a vedersi e mi  sento soddisfatto.

"Asini di guerra" è un progetto che ha avuto uno sviluppo sia artigianale che compositivo: quale sarà il suo percorso adesso?

Asini di guerra è stato un esperimento interessante e una collaborazione articolata e fruttuosa. Rimango un artista visivo e il lato artigianale della costruzione degli strumenti musicali è l'aspetto che più vorrei sviluppare nel futuro.

Come si colloca quest'esperienza nel tuo percorso artistico? Dopo "Asini di guerra" a cosa ti dedicherai?

La parte della mia ricerca artistica che include l'elemento suono è per ora strettamente legata a un aspetto visivo. Del suono, mi interessa approfondire lo sviluppo come fenomeno fisico, lo studio dei materiali e il suo potenziale evocativo e immersivo. Da sempre, inoltre, mi affascina il recupero di vecchi materiali come, ad esempio, le tecnologie obsolete che spesso impiego nelle mie installazioni. Ma mi rendo conto di quanto l'utilizzo dell'elettricità possa essere limitante. Ѐ un elemento meraviglioso che svela possibilità creative sempre nuove, ma allo stesso tempo ti limita all'interno di una stanza.