Martina Badiluzzi

TORNATA
teatro
Wien - Austria
10/06/2019 - 16/06/2019

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Il Progetto

IL PROGETTO

La regista e autrice del progetto Fabulamundi Playwright Europa ha ricevuto l'invito del Wiener Worstaetten - Vienna - a partecipare a una residenza artistica dedicata allo sviluppo drammaturgico e al riadattamento del testo teatrale "The Anastasia Trials" dell'autrice americana Carolyn Gage, in collaborazione con Margherita Mauro e con il tutoraggio di Bernhard Studlar, drammaturgo e direttore artistico del teatro. La residenza sarà il primo step del progetto di regia che verrà presentato alla open call per giovani registi under30 della Biennale College Teatro Venezia ’19.

ENTE OSPITANTE

La Wiener Worstaetten è un progetto autorale-teatrale, interculturale e unico nel suo genere, creato nel 2005 da Hans Escher e Bernhard Studlar, che incoraggia il dibattito tra autori austriaci e internazionali. In particolare, il progetto promuove la produzione di autori originari dell'Europa Orientale e residenti a Vienna, con l'obiettivo di incentivare l'incontro tra culture diverse nella drammaturgia contemporanea europea e viennese.   

L'intervista

Quando scocca la tua scintilla con il teatro?

Ho un rapporto mistico con la scintilla che mi ha avvicinata al teatro, vari indizi mi hanno guidata sin da bambina verso questa forma d’arte che considero massima, unica. Nel teatro confluisce ogni arte, è l’unica che le raccoglie e nobilita tutte. Mi sembra sufficiente per dire che la scintilla è scoccata la prima volta che ho messo piede in un teatro.

Cosa ti aspetti di trovare in quest'esperienza? E cosa andrai cercando?

La residenza artistica finanziata da Movin’up mi permetterà di lavorare accolta e sostenuta dal progetto europeo Fabulamundi - Playwritng Europe e dal Wiener Wortstaetten di Vienna. Grazie all’accoglienza di Bernhard Studlar, direttore artistico del Wiener Wortstaetten, potrò lavorare con la drammaturga Margherita Mauro alla stesura del progetto di scrittura per la presentazione dello spettacolo Matrioska (titolo provvisorio) al concorso Biennale College Teatro Venezia 2019. Per altro, Margherita Mauro ha appena dato alla luce una splendida bambina ed era necessario per noi integrare questo straordinario e personale momento della vita di una donna, all’interno del nostro lavoro.

A proposito di FabulaMundi Playwright Europe, che ruolo hanno le parole oggi, e che ruolo dovrebbero avere secondo te?

Le parole sono uno strumento straordinario, il più ingegnoso che l’uomo abbia inventato.

Con le parole si potrebbe fare la pace invece che la guerra, si potrebbero sanare i conflitti di tutto il mondo. Ascoltiamo con le nostre orecchie quanto la politica e i leader europei e italiani, più da vicino, usino le parole per sostenere guerre a nemici immaginari: omossessuali, donne, immigrati, neri, meridionali etc. sono le parole a renderli reali. È con le parole che possiamo immaginare e scrivere un futuro migliore.

FabulaMundi Playwright Europe è un progetto che permette a drammaturghi da diversi paesi di leggersi e confrontarsi reciprocamente sui testi per il teatro, abbattendo i confini, favorendo la traduzione e la libera circolazione della drammaturgia. Crea connessioni, dialoghi e dibattiti che permettono, non solo, di immaginare un teatro condiviso ma di aprire un confronto tra le modalità artistiche e produttive degli artisti e dei paesi che rappresentano, esserne parte è un privilegio.

Il Resoconto

Com'è andata?

I cinque giorni di residenza sono stati molto intensi, io e Margherita Mauro avevamo l’obbiettivo di stendere tutto il progetto per la drammaturgia dello spettacolo. Ci siamo concesse solo una visita al Museo Leopold di Vienna che è stata di grandissima ispirazione per alimentare la nostra creatività. Missione compiuta, la scrittura è già in mano alle attrici che la interpreteranno questo luglio alla Biennale College Teatro di Venezia.

Cosa ti porti a casa da quest'esperienza?

Ho amato molto la città di Vienna e i suoi cittadini, il welfare austriaco permette ai suoi abitanti uno stile di vita molto più corretto che in tanti altri posti. Per i cittadini con uno stipendio uguale o inferiore a quello "minimo" è prevista una “carta culturale” che permette loro di visitare musei, seguire corsi di formazione e di lingua, andare al cinema e a teatro gratuitamente, è stata una delle cose che mi ha colpita di più; come fosse condiviso il pensiero che un cittadino colto, che frequenta la cultura attivamente è una risorsa. In Italia non si fa altro che dare dei “radical chic” alle persone istruite. Porto a casa una sana invidia e un sincero rispetto per le buone pratiche dei viennesi, la cura per l’ambiente e il riciclo, le carte culturali e l’assistenza sociale mi sembrano modelli da imitare.

Cosa vorresti che cambiasse nel futuro?

Nel futuro spero di vedere realizzato questo progetto, vorrei fosse accolto da una grande produzione e che ogni componente potesse essere pagato per il lavoro che svolge, io compresa. Vorrei che le parole fossero utilizzate propriamente e che si riconoscesse una dignità ai “lavoratori dello spettacolo”. Non è un mistero quanto sia difficile raggiungere una produzione nel mondo teatrale, mancano gli investitori, non ci sono persone che vedono utile nel prodotto teatrale e questo non cambierà finché la nostra politica sarà gretta e meschina. Se è lo Stato a desiderare cittadini ignoranti e assopiti il teatro non servirà mai a niente e a nessuno.