TU ovvero chi è questa stronza?

I grandi amori si annunciano in modo preciso. Appena la vedi dici: chi è questa stronza?

(Ennio Flaiano)

 

TU ovvero chi è questa stronza?

 

di Gemma Hansson Carbone e Riccardo Festa

drammaturgia: Carbone – Festa – Flaiano – Scarpellini

in scena: Gemma Hansson Cabone e Riccardo Festa

regia: Carbone – Festa

dramaturg: Attilio Scarpellini

con il sostegno di Armunia

Centro Residenza della Toscana ATS Armunia e CapoTrave/Kilowatt

Naprawski

ABF Goteborg

 

Nel 1974 Ennio Flaiano pubblicò Melampus – la metamorfosi amorosa di una donna, un racconto intimo sulla stanca

vita di uno sceneggiatore italiano approdato a New York per lavoro. Nella deludente avventura della Grande Mela

accadrà l'ultimo dei possibili disastri: l'amore. Così, il protagonista, Giorgio Fabro, incontra la giovane Liza

Baldwin, ed entrambi si troveranno a vivere, sorpresi e impreparati, la favola più banale e amara della vita umana.

Come ogni uomo, come ogni donna, andranno incontro ad una radicale metamorfosi, inevitabile e idiota, erotica e

ipocrita.

 

Lei si trasforma in un cane, lui in un padrone.

La storia finisce come tutte le cose che appartengono all'umano. Finisce come tutto, in una carrellata definitiva da

un paesaggio marino ad un primissimo piano, per lasciare apparire, luminosa, la scritta The End.

Sembra quasi una ironica guida alla relazione amorosa, questo racconto dimenticato di Flaiano.

O piuttosto un invito alla mutazione, alla resa di fronte a tutto ciò che è inumano, all'Amore stesso.

Il “cosa” non è poi così importante, ma il “come” tutto ciò viene trattato è quel che rende speciale questo tentativo

di scoprire e profanare gli elementi e le dinamiche di quanto gli umani definiscono Amore.

Flaiano sembra concludere così: il mondo ferino trasuda più amore di quello umano. Ma questo non è davvero il

punto che tiene salda e amara la narrazione.

Più amore - ecco il tema di Melampus.

Più amore, ma a quale condizione?

Saranno, i nostri spauriti eroi, disposti ad affrontare l'Inferno dell'Uguale e scoprirsi irrimediabilmente Diversi, ovvero Altri?

 

L'amore è difficilmente un rapporto paritario: o che sia paritario è un'illusione. In più è un rapporto incomprensibile,

con qualcosa di divino, di irriferibile a quel che suggerisce un pedissequo uso della ragione. È un rapporto che segna e

trasforma chi ne è protagonista e vittima, e per Flaiano la metamorfosi è il segno di una irrimediabile infelicità che

spinge all'attesa. Liza Baldwin è la creatura che si sacrifica per toccare, per sé e per l'uomo che ama, un paradiso, a

qualsiasi costo. Non sappiamo se le è riuscito. Gli accenti del racconto sono appena scanditi di sorriso: ma oltre essi si

disegna una profezia. Questo mondo sta morendo, perchè i nostri sentimenti sono morti.  

(Enzo Siciliano)