Del suo lavoro ci ha affascinato l’uso eccentrico e sperimentale dei materiali e della
gestualità creativa. I concetti insiti nell’opera “Malandrinaggio” sono immersi nelle
varie tecniche espressive adoperate, come una sorta di catarsi dalla quale emergono
di volta in volta impressioni sfaccettate delle idee di gioco, di peso e della
sottomissione esistenziale. Dal video alla pittura, dalla vernice alla stampa, dalla carta
all’acciaio, dalla sabbia agli acquerelli, dal disegno al collage, Matia esplora giocando,
alla ricerca di un’empatia tra il materiale, l’azione creativa e l’idea; Malandrinaggio è
un’opera veramente tridimensionale, creatrice di sintesi emozionali. Essa esprime
malinconia, rimanda a reminiscenze passate ma di un passato onirico; al suo interno
è ravvisabile un tempo non misurabile, uno stato di coscienza, un’extensio animi,
scandita dall’illimitato loop che riavvolge il video. I disegni appena accennati e
scarabocchiati, la sabbia appiccicata, le musiche viscerali, la stessa schizzofrenia dei
materiali e delle tecniche offrono visioni di luoghi sospesi tra desiderio giocoso e
depravazione. C’è una spiaggia freddissima su sfondo metallico, c’è un mare che non
rappacifica gli animi ma che ci turba, c’è un accostamento di colori ludico e fuori
luogo. Il tutto da l’idea di un gioco perverso, indecifrabile che è meglio non tentare di
nominare. L’arte di Matia è consapevolmente contrastante e complessa, così come
ciò che intende trasmettere e la scelta dei mezzi usati per esprimerlo. Ma questa
matura complessità, alla fine, diventa il modo migliore per spiegarci quella sensazione
surreale, tra sogno e realtà, nella quale i desideri infantili e giocosi si vengono a
scontrare con la crudeltà della realtà e la maturità. Il bisogno degli adulti di giocare
nella realtà è destinato al fraintendimento e alla riprovazione. Matia lo va a ricercare
in altre dimensioni, attraverso le sue stelline, che gli permettono di trasmutarsi da un
luogo ideale ad una altro, da una tecnica all’altra. A contatto con la realtà il risultato
che ci offre è disillusorio e zeffirelliano, una manciata di malinconia per ciò che è
andato perduto e non si può più recuperare nella sua purezza, se non in sogno o nello
stordimento di una capriola.
onde quadre