Margherita Pisano, Gaetano Crivaro

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Bogotà - Colombia
29/10/2016 - 05/12/2016

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Il Progetto

VideoRitratti a Bogotà è un progetto di formazione, ricerca e produzione artistica nei territori, che costruisce una narrazione di questi attraverso i volti di chi li abita. L’intento è di costruire una narrazione della città che indaga il rapporto tra corpo e spazio urbano, prendendo come punto di partenza il Ritratto. VideoRitratti è un progetto di ricerca di lungo periodo che ha l’obiettivo di costruire un archivio filmico di volti e spazi. Un progetto che sviluppa attraverso il coinvolgimento degli abitanti in un laboratorio di formazione/ produzione artistica.

ENTE INVITANTE

El Espejo  è  un  organizzazione  colombiana  che  da  13  anni  realizza  e  organizza  il Festival internazionale del Cortometraggio e la Scuola di Cinema EL ESPEJO. La missione de EL Espejo è quella di promuovere un accesso trasversale della cultura cinematografica  principalmente  a  tutta  la  comunità  bogotana.

L'intervista

di Michele Prencipe

Pisano Margherita e Gaetano Crivaro, il vostro progetto L'ambulante vi porta a Bogotà: come siete entrati in contatto con la realtà di El Espejo?

Grazie ad Andrès Santamaria, un artista colombiano che, oltre a collaborare con loro, durante un periodo in Italia ha lavorato con noi ad alcuni progetti: Passu Passu (2014) e El Vagòn (2015). La coorporación audiovisal El espejo ha apprezzato il progetto e nel mese di agosto, durante il Festival internacional de Cortometrajes y Escuelas de Cine, ha dedicato una serata al progetto VideoRitratti, proiettando i cortometraggi prodotti dall’Ambulante e avviando la promozione del Progetto VideoRitratti da Bogotà. Attraverso Andres Santamaria, ci ha offerto supporto logistico e aiuto nella creazione di una rete di contatti sul territorio per organizzare i diversi laboratori.

Come nasce la realtà artistica de L’ambulante e quali sono le ragioni che vi hanno  portato all’ideazione di  VideoRitratti da Bogotà? 

L’ambulante nasce nel 2011 come gruppo informale dall’incontro tra Margherita Pisano e Gaetano Crivaro e si costituisce in Associazione nel 2014. Ci occupiamo di produzione e sperimentazione di linguaggi cinematografici in relazione ai territori. Abbiamo lavorato in Sicilia, Calabria, Basilicata e Sardegna e da poco più di un anno abbiamo ideato il progetto VideoRitratti. VideoRitratti è un progetto di narrazione, formazione, ricerca e produzione artistica nei territori, che prende come punto di partenza i volti di chi li abita con l’intento di esplorare e ricercare modalità di narrazione della città e dei luoghi attraverso il cinema, indagando il rapporto tra corpo e spazio e prendendo come punto di partenza il Ritratto.

Perchè Bogotà?

Per dare continuità a una  collaborazione fruttuosa iniziata in Italia con Andrès Santamaria e poi per esplorare una dimensione spaziale e urbana completamente diversa da quella dei territori in cui si è sviluppato il progetto finora: una dimensione densa, ricca di contrasti e contraddizioni, di vita e varietà. Travalicare con il progetto VideoRitratti i confini nazionali ed europei e investigare una metropoli complessa con più di 8 milioni di abitanti, i suoi quartieri e il rapporto che i suoi abitanti costruiscono con i propri spazi di vita. Travalicare i propri confini per andare alla ricerca di nuovi volti e nuovi tratti di comunanza che raccontino diversità, ma che, al contempo, sappiano unire attraverso lo sguardo, parlando della condizione umana.

Un mese a Bogotà: come si svilupperà il vostro progetto durante questo periodo? 

Abbiamo previsto una prima fase di esplorazione della città e di un primo incontro con le realtà coinvolte nel progetto. Oltre al El Espejo, e grazie al suo contributo, abbiamo sviluppato una rete di diverse strutture che ospiteranno i laboratori: Fundaciòn las Pulgas, Universidad Uniminuto, Los Cinematicos, Arcupa, dislocate in diverse zone della città, dall’estrema periferia al centro. Oltre a i laboratori svilupperemo le nostre esplorazioni della città cercando di conoscerla, indagarla e costruirne un ritratto cercando di coinvolgere sia chi parteciperà ai laboratori sia le realtà sociali che incroceremo nel cammino. Siamo arrivati in Colombia da qualche giorno e abbiamo iniziato ad esplorare Bogotà. Intanto siamo stati ospiti di un laboratorio di documentario organizzato dal prof. David Rojas dell’università Uniminuto, all’interno del quale abbiamo realizzato alcuni esperimenti di VideoRitratto fuori città, oltre le sue strade dense e aggrovigliate di case.

Il Resoconto

di Michele Prencipe

Bogotà, una metropoli di più di 8 milioni di abitanti. Quanti VideoRitratti avete realizzato?

Bogotà e la Colombia attraverso i ritratti sono state un viaggio importante sia come esperienza di vita, sia come esperienza artistica. Conoscere un luogo attraverso i VideoRitratti, micro frammenti di storie di vita, volti e luoghi, ci ha permesso di costruire il nostro sguardo su questa terra in cambiamento. Stiamo completando la trasformazione di questo sguardo, delle suggestioni, dei frammenti, dei feedback ricevuti durante la proiezione, nel cortometraggio VideoRitratti da Bogotà.
Per circa un mese e mezzo, abbiamo percorso le strade di Bogotà, di notte e di giorno, in quartieri periferici di nuove e antiche ‘invasioni’, in piccoli paesi ormai assorbiti dall'espansione della Capitale, in quartieri centrali dove spesso una calle segna il confine tra differenti mondi che coesistono, si sfiorano e spesso solo nella notte si attraversano.
Tra il centro turistico e i primi quartieri residenziali a Occidente, l’Espejo ci ha messo in contatto con un camminante, che è stato la nostra guida in questa parte di città. John Bernal (fotografo ed educatore) organizza esplorazioni notturne in un settore complesso e centrale della città: Los Martires. Un settore che sta cambiando lentamente, perché prova a resistere ai cambiamenti di facciata, alle demolizioni e ricostruzioni repentine che il settore centrale di Bogotà sta vivendo. Un settore fortemente commerciale e popolare, rifugio per i tanti abitanti di calle che popolano Bogotà. Abitanti che si muovono nella città con i carretti per la raccolta differenziata dei rifiuti di giorno, che si rifugiano la notte in quelle strade che possono ancora essere zone di tolleranza. Abitanti della strada che vengono spostati, di calle in calle, sempre più a Sud o a Occidente. Con John abbiamo imparato a leggere las calles, a camminare comunque, senza fermarci per paura o per rispetto di un quartiere devastato dal ‘Basuco’, per osservare e conoscere da vicino un disagio reale di povertà estrema, che comunque è parte integrante di questa città. Sotto la pioggia abbiamo percorso queste strade, per rifugiarci poi, al termine della notte, accompagnati da un Arepa e un tinto bollente, nel Mercato de Las Hierbas, piazza notturna, luogo di campagna nel pieno centro industriale della città.
Per le strade di Usme, località all’estrema periferia Sud, siamo stati avvolti dalla musica Rap, dalla vitalità di molti giovani, passando da un quartiere di periferia a un piccolo borgo dal volto antico e rurale. Qui abbiamo realizzato un laboratorio di VideoRitratto di due giorni accompagnati da Wilson Abraham Dueñas López in collaborazione con Los Encinesmados. Usme, località dai molteplici volti, dove passato, presente e futuro sono parte dello stesso tempo, dove urbano e rurale fanno parte dello stesso spazio.
Immersi nei mantra della carrera 7°, via pedonale che attraversa il centro della città, abbiamo conosciuto tanti ambulanti e ci siamo scambiati storie ambulanti.
L'ambulante è ciò che ti aspetti ma che ti stupisce, dopo che, con un ritratto, puoi scoprire un pezzo della sua storia personale. L’ ambulante è l’abitante della città, ambulante a tempo pieno o ambulante a tempo parziale. Può essere chiunque: un padre, una madre, uno studente universitario, un bambino che, per arrotondare o guadagnarsi da vivere, si inventa qualcosa da vendere. Cibo: succhi di frutta, macedonie di frutta, Arepas, Chicha, canelazo, aromatiche e l'immancabile Tinto. Oggetti: ombrelli, sciarpe, cigarillos sfusi, accendini. 
E poi il tempo con i venditori di Minutos! Poi c'è chi ti regala qualche minuto con la sua arte, è il rap a dominare le strade, gli autobus e i luoghi di sosta.
Poi c'è Il Nord. Bogotà è una città che si è costruita riproducendo spazialmente l'immaginario di divisione del mondo. Al Nord i ricchi a Sud i poveri. I suoi abitanti, man mano che scalano i livelli sociali si spostano sempre più a Nord. Salvo rare eccezioni, di giovani, ex studenti, lavoratori culturali che tentano di far rivivere il centro come il Sud. Ma dicevamo, il Nord: un groviglio di strade a scorrimento e super palazzi di uffici, centri commerciali, centri di salute e appartamenti. Appartamenti sorvegliati. Il caos e il ‘disordine’ delle strade non esiste, è un susseguirsi di marciapiedi e parchi ben curati. Anche al Nord ci sono le stazioni del Transmillennio, una sorta di metropolitana di superficie che attraversa la città. E in queste stazioni, nel continuo transito, si incrociano i mondi. Chi sosta in questi luoghi sono ancora una volta gli ambulanti che, un po’ come noi, osservano, conoscono chi passa da lì tutti i giorni, creano relazioni. Poi nuovamente centro, centro storico, Barrio Belen, Barrio la Candelaria, con i bimbi, i ragazzi, i poeti notturni, i turisti, i cantieri e i cambiamenti. Poi alla fine Ciudad Bolivar, grazie a Santiago Calderòn artista ed educatore, siamo stati ospiti di un laboratorio di serigrafia per ragazzi dai 6 ai 17 anni, organizzato nel CLAN (Centro Local de Arte para la Ninez e la joventud) Lucero Bajo. Con i ragazzi del laboratorio abbiamo realizzato un piccolo laboratorio di VideoRitratto in cui sono stati i ragazzi/e e le Bambine/i a sperimentare la realizzazione dei VideoRitratti.
Queste sono solo pillole, piccoli estratti dal diario di viaggio, suggestioni che hanno composto  il nostro mosaico di Volti da Bogotà.
Il nostro viaggio si è appena concluso, abbiamo realizzato a Bogotà, attraversando questi luoghi, accompagnati da queste persone, più di 100 VideoRitratti. Di questo Viaggio abbiamo realizzato alcuni appunti che abbiamo condiviso con chi ci ha ospitato, accompagnato, e chi ha collaborato e partecipato al progetto, ricevendo diversi feedback che andranno a implementare il lavoro di montaggio finale in fase di conclusione. Gli appunti di viaggio da Bogotà sono visibili e pubblici sul canale Vimeo: Video Ritratti al seguente link: https://vimeo.com/channels/1138032/page:1

Come si colloca quest'esperienza all'interno del vostro percorso artistico? 

VideoRitratti è un progetto di lungo, lunghissimo periodo. L’obiettivo ultimo è quello, tra non meno di 5 anni, di realizzare un unico VideoRitratto che raccolga i volti di tutti i luoghi attraversati fino a oggi e quelli che dobbiamo ancora attraversare.
Come si colloca Bogotà? Bogotà è stata la prima tappa fuori dall’Europa, la prima tappa fuori dall’Italia, ma anche la prima tappa in una metropoli. Abbiamo investigato una metropoli complessa con più di 8 milioni di abitanti, i suoi quartieri e il rapporto che le persone costruiscono con i propri spazi di vita. Abbiamo travalicato i confini, andando alla ricerca di nuovi volti e nuovi tratti di comunanza tra una metropoli lontana e i territori frammentati del sud d’Italia. La nostra è una ricerca di senso che, attraverso la diversità dell’abitare, è andata a cercare unioni filmiche che si realizzano attraverso lo sguardo: lo sguardo tra chi filma e chi è filmato, prima, che crea relazione, innesca racconti di storie e storie; lo sguardo tra chi è filmato e lo spettatore finale, poi, per innescare una riflessione sulla condizione umana. VideoRitratti a Bogotà è stato un viaggio in diversi quartieri di questa metropoli di cui abbiamo colto alcuni tratti, alcuni aspetti, alcune storie importanti di cambiamento.
VideoRitratti da Bogotà è un modo per esplorare un territorio distante e vicino allo stesso tempo, per arricchire il racconto del mondo che vogliamo costruire con i VideoRitratti.

Ci saranno dei nuovi VideoRitratti? Avete già scelto la prossima meta?

I VideoRitratti sono volti e luoghi, sono la ricerca dell'essenza di una relazione tra un corpo e un luogo. Sono frammenti di incontri importanti. Sono il tentativo di fermare e sottolineare questo incontro. Fare in modo che un incontro non sia solo una fugace comparsa, che ogni volto e ogni luogo possa raccontarti una storia, e possa essere un pezzo della storia della visione che andiamo costruendo.
Per tutte queste ragioni, VideoRitratti non si ferma qui, non si ferma a Bogotà, anche perché stiamo già lavorando a un ritorno in Colombia, prima di tutto per realizzare una nuova proiezione di VideoRitratti da Bogotà all’interno del Festival El Espejo (l’ente che ci ha ospitato). Per creare un contro-sguardo, riflettere ulteriormente sul lavoro finale, insieme a chi ha partecipato e a chi si è fatto ritrarre. Inoltre ci piacerebbe estendere VideoRitratti da Bogotà, ragionando sui VideoRitratti dalla Colombia, un lavoro di cui abbiamo già gettato le basi durante questo periodo.
Nell’attesa del nuovo viaggio oltreoceano, speriamo presto di iniziare un nuovo viaggio nella terra in cui lavoriamo abitualmente, la Sardegna.