RifleTTiamo

tecniche grafiche e pittoriche miste con cineografo su carta di riso (opera interattiva)
(2013)

L’opera trae ispirazione da più di un capitolo del libro Frammenti di un discorso amoroso di Roland Barthes ed è stata filmata ed inserita nell’opera video "In Itinere" di Andrea Natale  incentrata sull’incontro (trailer http://youtu.be/NhoDsfg3Qsc?list=UUMVBpwnAKh3h6oAHAD33oiA).

Rifleπiamo è un gioco di parole tra più vocaboli, che si concretizza pittoricamente con lo sdoppiamento/unione multiplo/a di sagome e ombre di amanti in cui l’assenza e la presenza sembrano paradossalmente coesistere. Il pi greco inserito nel titolo (al posto della doppia T) sottolinea il carattere irrazionale, costante nella matematica come nell’amore sui generis.
Lo spettatore sarà invitato a sfogliare velocemente le pagine di un piccolo cineografo (flip book) inserito nel dipinto. 

Curiosità: Commercializzato già nel 1868, il cineografo era una sorta di libro tascabile i cui fogli si facevano scorrere velocemente tra le dita. La sovrapposizione delle immagini dava l'illusione del movimento. Si trattava di brevissime storie con una vera (sia pur modesta) sceneggiatura e questo era il passo avanti in direzione del cinema: una storia appositamente pensata per essere raccontata attraverso immagini in movimento.

"L'incursione, allusiva, dichiarata o provocatoria nelle arti è il fil rouge che soggiace all'esposizione che si ritrova anche nel cortometraggio di Andrea Natale In Itinere, giocato tra l'onirico e il reale, ma anche nel quadro di Alba Kia, punto di partenza del video, Rifleπiamo ammalia per la sua sublime ed elegante resa estetica, ma anche per l'ipnotico effetto a cui induce: il pensare. Il quadro non si limita però ad essere guardato e chiede allo spettatore di essere toccato, sfogliandone un cineografo al suo interno per immergersi con maggiore pathos nell'ipnotica ripetizione di immagini riflesse." 
(Sabrina Zorzan, per la rubrica "A cura di", VR_media lab)